A proposito dell’acceso dibattito sulla interrogazione presentata dal Consigliere Comandini per “Bella Ciao”, Fiocco smorza le polemiche
Riguardo quanto accaduto nel corso del consiglio comunale della scorsa settimana circa l’acceso ‘’dibattito’’ tra il consigliere Comandini e il consigliere Fiocco e dopo aver ascoltato il pensiero del consigliere Comandini esposto nella sua interrogazione, abbiamo deciso di sentire la controparte.
Giorgio Fiocco ha da subito fatto una precisazione spiegando che l’interrogazione è uno strumento che non prevede un dibattito, se non tra l’interrogante e l’assessore o il sindaco che rispondono.
Perciò non è previsto in questi casi uno scambio di idee tra i consiglieri e gli assessori presenti all’interno dell’aula.
Fatta questa premessa Giorgio Fiocco ha di fatto affermato che la sua risposta all’interrogazione del consigliere Comandini è arrivata diciamo fuori dal contesto e che i toni si sono inizialmente alzati, ma che poi si è ripreso l’ordine del giorno come cosa giusta sia nei confronti degli altri presenti sia perché erano previsti punti di discussione importanti.
Nonostante siano stati momenti concitati il consigliere ha tenuto a precisare che non c’era volontà di provocazione e che non c’era nulla di personale nelle parole rivolte al consigliere Comandini alla fine della sua interrogazione.
Il consigliere Fiocco ci ha spiegato il suo punto di vista: la richiesta del documento ufficiale in cui vi era la canzone Bella Ciao come parte integrante del cerimoniale e la critica mossa da Faliero Comandini è apparsa agli occhi del consigliere e dell’amministrazione fuori luogo e paradossale, poiché questa è una canzone che da 75 anni accompagna la celebrazione del 25 Aprile.
Soprattutto è un canto che va al di là degli schieramenti politici e che assume un valore simbolico di resistenza e libertà a livello internazionale. Il consigliere Fiocco ha infatti affermato che a parer suo deve essere motivo di orgoglio il fatto che in tutto il mondo questo brano venga cantato là dove ci sono dei popoli che combattono per la libertà individuale e collettiva.
Martina Angeloni
