L’avvenimento che ha scosso gli animi dei cittadini veliterni e dei paesi limitrofi
Gli altoparlanti della città di Velletri sono rimasti in silenzio per lutto, durante la giornata del 15 dicembre poiché il dolore per la tragedia consumatasi presso la sede della Caritas in Corso della Repubblica ha toccato nel profondo la cittadinanza veliterna.
La mattina del 14 dicembre, infatti, ha visto consumarsi una tragica vicenda: Elena Catalina Pinzaru, una donna trentaseienne, e suo figlio Francesco di soli sei anni sono stati ritrovati morti negli alloggi affianco alla Chiesa di San Martino, gestiti dall’Associazione San Girolamo Emiliani Velletri Onlus. I due, entrambi di origini romene, erano da qualche mese ospiti degli ambienti della Onlus, i quali accolgono persone che vivono problemi economici e sociali e che attendono che il comune trovi loro un’altra collocazione.

Da quanto emerso Elena era arrivata in Italia nella scorsa primavera, vivendo finora con lavori occasionali tra i quali l’occupazione da badante che aveva perso da qualche tempo. Si era rivolta dunque alla suddetta associazione per avere momentaneamente un posto dove alloggiare insieme al figlioletto. Il piccolo Francesco, invece, frequentava da pochi mesi la prima elementare presso l’Istituto Novelli ed era seguito dai servizi sociali. Domenica 13 dicembre, i due si trovavano nello stanzone adibito a dormitorio, dove per riscaldare l’ambiente era stata accesa una stufa a gas. Madre e figlio si sarebbero addormentati per poi essere trovati morti la mattina seguente, intorno alle 10.00. Il collaboratore che ha rinvenuto i loro corpi si era recato presso la sede dell’Onlus per constatare le condizioni di salute dei due dato che, la sera precedente, gli fu segnalato che la donna e il piccolo erano in stato influenzale. L’uomo, notando che la donna non rispondeva alle sue chiamate telefoniche, avrebbe subito dato l’allarme al Commissariato di Velletri che si trova proprio di fronte alla Chiesa di San Martino e ai suddetti alloggi. Sul posto sono tempestivamente intervenuti gli agenti del Commissariato, seguiti dall’ambulanza del 118, dai Vigili del Fuoco di Velletri e dalla Polizia Scientifica.

Il medico che era a bordo dell’ambulanza è prontamente intervenuto, ma per la mamma e il piccolo non c’è stato nulla da fare e ha dunque dichiarato il decesso di entrambi. Sul luogo della tragedia, è intervenuto anche il Magistrato Giuseppe Travaglini che ha disposto l’autopsia sui corpi di Elena e Francesco; questa verrà eseguita presso il Policlinico Tor Vergata dove, al momento, si trovano le due salme.
L’ipotesi più accreditata è che madre e figlio sarebbero deceduti a causa di una fuga di monossido di carbonio, partita proprio dalla stufa accesa nello stanzone, che avrebbe saturato l’ambiente portando i due a morire per asfissia. La stufa, infatti, si sarebbe spenta durante la notte lasciando fuoriuscire il gas con la quale era alimentata. Il luogo è stato messo sotto sequestro per procedere con le indagini. La stufa utilizzata era un fungo da esterni, sul quale si stanno effettuando degli esami per capire se e come sia avvenuto il malfunzionamento.
I due erano ospiti della Onlus da aprile, ma proprio negli ultimi giorni sembrerebbe che era stato loro annunciato che un alloggio più consono era stato individuato. Ciò che spezza il cuore di quella che è stata definita “la tragedia di Natale” è che questa madre con il proprio figlio sono morti in circostanze in cui versano sempre più persone, italiane e straniere, anche a causa della situazione difficile attraversata dal nostro paese. Al di là del malfunzionamento di un fungo da esterni posizionato in un luogo chiuso- fatto strano, di cui forse chi si occupava della struttura dovrà rispondere- ciò che resta è il vuoto che due vite forse sconosciute alla maggior parte di noi hanno lasciato andandosene via in silenzio, in solitudine e in una situazione tanto dura.
Martina Angeloni
