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Travolto e ucciso Roberto Tesseri, per tutti “Bocco” – Archivio La Torre Oggi

Travolto e ucciso Roberto Tesseri, per tutti “Bocco”

Scritto da:

Spartaco Lamberti

Pubblicato il:

BlogCronaca, Primo Piano

L’incidente è avvenuto prima della mezzanotte di martedì 23 febbraio. L’investitore si è dato alla fuga. A scoprire il tragico accaduto un vigilantes in transito a quell’ora che ha subito dato l’allarme. I Carabinieri sono a caccia dell’automobilista pirata

Il 15 gennaio di quest’anno, alle ore 14,59, mi arriva su WhatsApp la notizia della improvvisa scomparsa di “Bocco”, all’anagrafe Roberto Tesseri. Rimango sorpreso, ma una volta passato lo stupore mi metto subito a cercare nei miei archivi fotografici le foto che lo ritraggono in alcuni momenti ludici pubblici che a lui stavano tanto a cuore.

Poi il giorno dopo, alle 13,31, altro messaggio, ma in questo caso mi dice che la notizia delle sua morte è totalmente priva di fondamento.

Tiro un sospiro di sollievo: meno male che è vivo. Lo scorso mercoledì mi arriva la notizia che non avrei mai voluto sentire: la sera prima, martedì 23, ad un’ora tarda, “Bocco” è stato travolto su via Lata, nelle vicinanze del Cimitero monumentale, da una macchina il cui conducente, privo di senso umano, non si è neppure fermato a prestare soccorso, dandosi alla fuga. Una vergogna!!!. C’è voluto il transito di un vigilantes a far scoprire e dare l’allarme ai Carabinieri che sull’asfalto c’era un corpo che non dava segni di vita, quello di Roberto Tesseri, “Bocco” per tutti, di anni 68.

Corsa verso il pronto soccorso dell’ospedale “Paolo Colombo “, ma niente da fare. Che destino infame! Ma chi era Roberto Tesseri? A Velletri era un personaggio particolarmente introverso, ma se lo prendevi per il “verso” giusto era di una simpatia unica.
Era uno spirito libero a tal punto di non vivere con i famigliari che gli erano rimasti. Il suo giaciglio, fatto per lo più di cartoni e coperte, lo si poteva individuare all’interno del cimitero, per lo più vicino a delle tombe.

I pasti caldi gli venivano dati dall’associazione San Girolamo Emiliani Onlus, di piazza San Martino. Riceveva di un sussidio comunale. La maggior parte della cittadinanza conosceva la sua condizione sociale, ma nonostante le sue alzate di “gomito” o le imprecazioni che rivolgeva in strada ai sindaci che andavano al governo della città, “Bocco” era compreso, anche perché non molestava nessuno.

Proveniva da una famiglia numerosa, composta da 4 fratelli e 4 sorelle.

Le indagini dei Carabinieri si stanno indirizzando in tante direzioni, nelle speranza che alcuni elementi raccolti sul luogo dell’accaduto siano sufficienti a risalire al mezzo e all’autore che ha travolto “Bocco”.
Spartaco Lamberti