La guardia giurata, 61 anni, era a Castelgandolfo in compagnia della moglie. Prestava da anni il servizio di sicurezza alla Banca Popolare del Lazio

Doveva essere una domenica da trascorrere serenamente insieme alla moglie Silvana, sul lungolago di Castel Gandolfo, quella che poi si trasformerà in un’autentica tragedia.
Nessuno avrebbe potuto immaginare che per il povero Alberto Nicosanti quello di domenica 31 ottobre sarebbe stato l’ultimo giorno della sua vita. Tutto è accaduto intorno alle ore 16 quando Alberto si accasciava al suolo colpito da un improvviso malore che non gli dava scampo. A nulla sono serviti, purtroppo, i tempestivi soccorsi prestati dalla unità medica del 118.
Sono stati momenti terribili per la moglie Silvana e di autentico sgomento per tutte le persone che, proprio in quell’istante, si trovavano sul luogo dell’accaduto. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri e la Polizia Locale di Castel Gandolfo che, dopo aver accertato le cause del decesso, provvedevano a consegnare la salma alla famiglia. La notizia della morte di Aberto Nicosanti si diffondeva a Velletri in un baleno, lasciando esterrefatta la comunità veliterna.
In tanti, infatti, conoscevano Alberto per il ruolo di guardia giurata che svolgeva presso la sede centrale della Banca Popolare del Lazio di via Martiri delle Fosse Ardeatine. Il suo posto era nel gabbiotto vetrato dove controllava i movimenti di entrata e di uscita di coloro che si recavano all’interno dell’Istituto bancario.
Una figura, la sua, che non passava inosservata, visto che era la prima persona che si salutava prima di varcare l’ingresso della banca. Un uomo ligio al proprio dovere, rispettoso. Ogni giorno lo si incontrava quando, terminato il lavoro, risaliva a piedi dalla banca sino a via Menotti Garibaldi, dove risiedeva, proprio a pochi passi dalla redazione del giornale.
Spartaco Lamberti
