Lo sciopero degli studenti mira ad una totale didattica a distanza
Dopo le nuove procedure indette dal governo riguardo la situazione scolastica, numerose scuole del Lazio stanno collaborando al fine di conquistare una didattica a distanza totalizzante fino a quando non sarà garantita la completa salvaguardia di tutto il corpo scolastico. Questo particolare pensiero, essendo sostenuto anche da svariati docenti, i quali condividono la paura del virus insieme ai loro alunni, ha trasmesso un maggior senso di speranza ai ragazzi. Dopo tanto silenzio, dopo un periodo ingabbiante che ci ha indotti al completo isolamento, i giovani di Velletri in sinergia con altri istituti della regione si fanno sentire ed esigono degli ascoltatori.
Per evidenziare il messaggio e il bisogno di ottenere una risposta, è stato indetto uno sciopero ad oltranza, il quale vedrà la propria fine solo nel momento in cui, a coloro a cui spetta una didattica in sicurezza, verrà dato il consenso di una didattica a distanza al 100%. È stato particolarmente rilevante l’aiuto di tutti i rappresentanti d’istituto, i quali hanno trasmesso coesione e voglia di lottare a tutta la comunità giovanile. Quando la forza dei giovani viene a galla, sembra che nessuno possa fermarla. Ovviamente, come ogni tentativo passato, ogni rivolta sembra trovare degli ostacoli, ma gli studenti tirano dritto sostenendo che lo sciopero sia un loro diritto e che le assenze di massa, come previsto dalla legge, verranno calcolate senza gravare sul rendimento scolastico degli alunni.
Gli studenti hanno trasformato il sangue amaro in vera e propria forza per ribadire l’inefficacia della procedura indetta dal governo: “è alquanto importante la salvaguardia delle persone tanto quanto il piano psicologico di queste ultime. L’orario posticipato previsto per le seconde entrate mattutine, il quale va dalle 10.00 alle 16.00, potrebbe compromettere gli alunni. Conosciamo le problematiche che vegliano sulle nostre scuole e ancor più la mancata organizzazione dei mezzi. Questi sono i fattori che limitano la nostra sicurezza e che ci spingono a prendere atto della situazione cercando di ottenere ciò che ci spetta. Tutti hanno voglia di tornare a scuola per riportare un briciolo di normalità nelle nostre vite, ma il quadro pandemico continua a tormentare e la nostra salute può essere messa in primo piano se otterremo la didattica a distanza”.
Le scuole sembrano essere molto determinate e già dal 7 gennaio inizia lo sciopero per l’istituto Mancinelli e Falcone e per l’istituto cesare battisti, mentre l’11 gennaio coinvolgerà anche gli istituti Ascanio Landi e Vallauri, infine, l’istituto Ugo Tognazzi non aderirà allo sciopero. Questo gesto di particolare rilevanza, essendo caratterizzato da collaborazione, solidarietà e voglia di farsi sentire, ha colpito tutto il paese. Ci auguriamo che vengano prese decisioni efficaci che tengano conto dell’opinione dei giovani, i quali sono protagonisti delle istituzioni scolastiche e futuro di questo paese.
Beatrice di Bartolomei
