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‘’Quale futuro per la sanità del territorio?’’ – Archivio La Torre Oggi

‘’Quale futuro per la sanità del territorio?’’

Scritto da:

Martina Angeloni

Pubblicato il:

BlogCronaca

Tra polemiche e progetti sono molti i cittadini scettici sull’avvenire dell’ospedale

Esplode la polemica contro il Sindaco Pocci e il consigliere regionale Daniele Ognibene

A seguito di alcune considerazioni fatte dal Sindaco Orlando Pocci e dal Consigliere regionale Daniele Ognibene circa la situazione del nosocomio veliterno è scoppiata una vera e propria polemica contro i due esponenti politici. In un incontro di qualche settimana fa in cui si parlava di un programma per rilanciare l’Ospedale di Velletri, il Sindaco Pocci e il Consigliere Ognibene hanno affermato che, soprattutto in questo periodo di pandemia, ci sia stata una circolazione di false informazioni che hanno abbassato la reputazione dell’ospedale. In particolare, Daniele Ognibene ha portato in ballo le ‘’critiche quotidiane degli stessi operatori sanitari’’ che arrecano danno a loro stessi e alla città. Queste parole hanno acceso una polemica accanita che ha portato diversi esponenti di opposizione a rispondere alle parole del Sindaco e del Consigliere regionale. Si è parlato di attacco vergognoso ai dipendenti dell’ospedale e di un tradimento arrecato a Velletri e ai suoi cittadini. ‘’Vogliono far ricadere sugli stessi operatori sanitari la loro incapacità ad opporsi per motivi politici alle scellerate scelte del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato’’ questa una delle varie risposte dell’opposizione.

I chiarimenti del presidente del Consiglio Sergio Andreozzi suglio ospedali del territorio

Presidente del consiglio Sergio Andreozzi

All’interno del dibattito creatosi a seguito del progetto pensato per l’Ospedale veliterno s’inserisce il chiarimento del Presidente del consiglio comunale Sergio Andreozzi sugli ospedali del territorio. Partendo da un discorso più ampio in cui ha prima di tutto ricordato gli articoli costituzionali su cui è basato il sistema sanitario italiano, è poi arrivato a parlare del sistema regionale. Il Presidente Andreozzi ha parlato di un sistema di tutela della salute che potrebbe essere definito ‘’diffuso’’ e che ‘’potrebbe rilevarsi efficiente, efficace e magari anche più economico in un contesto regionale in forte difficoltà per rispettare gli obblighi di smaltimento in tempi stabiliti delle liste di attesa per interventi, visite specialistiche e diagnostica strumentale’’.

‘’L’aver creato una medicina di rete, nelle diagnosi, nelle terapie oramai standardizzate da linee guida internazionali, e soprattutto nell’emergenza con l’intervento tempo dipendente ha fatto diventare non più necessario avere una completa dotazione di reparti e tecnologia avanzata a soddisfare l’esigenza di intervento sull’emergenza in ogni singolo ospedale. Considerando le nuove patologie emergenti e l’aumento dell’età media di aspettativa di vita, si renderà necessario adeguare alcune strutture periferiche presenti in ogni AUSL in centri di accoglienza per tali necessità. In altri casi potrebbe essere opportuno creare centri di specialità chirurgica o di alta diagnostica per gli interventi programmabili e per la prevenzione e cura delle patologie di rilievo nazionale. Immaginiamo ad esempio un ospedale di Velletri con vocazione chirurgica nel quale siano inviati tutti i pazienti della AUSL per interventi programmati in chirurgia generale, otorino, ortopedia, ginecologia. Un ospedale strutturalmente provvisto di un pronto soccorso efficiente, un reparto di rianimazione, alte tecnologie diagnostiche invasive e per immagini, un efficiente laboratorio analisi per interni e varie sale operatorie. In egual modo ci piace immaginare un ospedale di Frascati (vale anche il viceversa) a vocazione medica dove sono presenti reparti di alta specialità di diagnostica, terapia e cura di patologie ematologiche, polmonari, endocrine, epatologiche ed infettivologiche con annesso pronto soccorso, un laboratorio analisi per interni, reparto di alta tecnologia per immagini e un reparto della terapia del dolore; L’Ospedale di Anzio (anche in questo caso valgono i viceversa) lo immagiamo invece come centro a vocazione pediatrica, cardiologica e per patologie ipertensive, dove è presente un centro nascite con rianimazione neonatale, una UTIC e sala interventi in day hospital, una unità di rianimazione, un pronto soccorso pediatrico, una radiologia con diagnostica per immagini, un laboratorio analisi. In tutte e tre le strutture andrebbero previste sale visite per attività di specialistica di pertinenza. Per quanto concerne la lungodegenza, la riabilitazione e la cura delle patologie emergenti si potrebbero utilizzare le esistenti strutture di Genzano, Albano e Marino (i previsti ospedali di comunità) con annesso punto di prima accoglienza, reparti con un numero sufficiente di posti letto, un servizio di radiologia. A fare da HUB a tutti questi rinnovati spock l’ospedale dei Castelli, centro di riferimento di AUSL, inquadrato come DEA di secondo livello e provvisto di almeno tre dipartimenti di alta specialità (traumatologia, neurologia, cardiochirurgia con emodinamica) ed un laboratorio analisi centralizzato’’.

Roberto Leoni sull’ospedale di Velletri: “Si faccia capire chiaramente cosa sarà in futuro la struttura sanitaria di Velletri”

Roberto Leoni

Ricordo che nella programmazione della Sanità Regionale l’Ospedale di Velletri era classificato DEA di 1° livello con i relativi dipartimenti specialistici che la legge prevede.
Leggo che ci sarebbe in atto un “riordino”
Con una previsione di 30 mln di euro, questo dopo che sono stati chiusi interi reparti, trasferito personale specialistico pregiudicando il DEA programmato, ricordo anche che solo per dare una sistemata (si fa per dire al Pronto soccorso) tra camera calda e camera fredda tra passerelle a colori e chiacchiere varie sono passati più di 10 anni e la camera non c’è, né calda e né fredda.
Bene detto questo sarebbe il caso che si faccia capire chiaramente e senza giri di parole cosa sarà in futuro la struttura sanitaria di Velletri e soprattutto in che modo si pensa di garantire il diritto alla salute alla nostra comunità e a quella del circondario che da decenni ha avuto l’Ospedale Colombo come riferimento di garanzia.
Lo facciano in primo luogo il Sindaco che rappresenta questa comunità nella Conferenza dei Sindaci e il consigliere Regionale che ha ricevuto il consenso per sedere alla Pisana nella maggioranza che governa la Regione.
Roberto Leoni