In aula il giudice Eleonora Panzironi ha calendarizzato le prossime due udienze

L’inizio del processo: la prima udienza a quasi quattro anni dall’accaduto
Lunedì 14 marzo è iniziato il processo al Tribunale di Velletri sul caso di Lavinia Montebove, la bambina che il 7 agosto del 2018 fu investita mentre gattonava nel parcheggio dell’asilo ‘’La Fattoria di Mamma Cocca’’. Lavinia aveva soltanto 16 mesi quando l’auto l’ha colpita in quel tragico giorno d’estate.


Dopo quasi quattro anni è finalmente arrivata la prima udienza che vede da una parte i genitori di Lavinia, Massimo e Lara, che dal giorno dell’accaduto combattono per avere giustizia e dall’altra parte le due imputate la maestra Francesca Rocca, accusata di abbandono di minore e Chiara Colonnelli, la donna alla guida dell’auto, accusata di lesioni gravissime. Durante il processo il giudice Eleonora Panzironi ha calendarizzato le prossime due udienze, una ad aprile e una a maggio, un passo importante per le tempistiche del processo.
Le parole dei genitori di Lavinia durante l’udienza
La prima udienza ha visto i genitori ricordare la loro piccola Lavinia e quanto accaduto quel 7 agosto del 2018. La mamma Lara Liotta ha raccontato: ‘’Il 7 agosto del 2018 ero nel mio ufficio quando ho ricevuto una chiamata dal numero di telefono della mamma che era al volante. Ho sentito la voce della maestra Rocca urlare, diceva che Lavinia era stata investita nel parcheggio. Mi disse che respirava e che l’avevano portata in macchina all’ospedale di Velletri. Le chiesi come era potuto succedere e lei rispose che mentre stava mettendo i bambini in fila per rientrare all’asilo era stata distratta dalle urla di un bimbo che si era incastrato un piede”.
Al racconto si è aggiunto il papà Massimo il quale ha affermato che le versioni raccontate dalla mamma e dalla maestra erano discordanti.


Racconta Massimo: ‘’Qualche tempo dopo l’incidente ci fu un incontro casuale con la mamma investitrice in un parco di Velletri. C’è stato qualche attimo di imbarazzo ma poi ci siamo salutati. Lara si è allontanata con nostro figlio e io sono rimasto a chiacchierare. Mi disse di essersi accorta di aver investito Lavinia solo una volta scesa dalla macchina e che lei era da sola nel parcheggio. Non c’era nessuno con lei, se non nei paraggi una bambina di dieci anni. Ha detto di aver urlato per farsi sentire dalla maestra che era dentro con gli altri bambini. La maestra non si era accorta di quanto era accaduto”.
La mamma di Lavinia ha anche ricordato un episodio accaduto il giorno prima dell’incidente: ‘’Ricordo che il giorno prima di essere investita Lavinia era riuscita a fare cinque passi, si era voltata verso di me e si era fatta un applauso. Oggi Lavinia è in stato vegetativo di minima coscienza, impossibilitata a muoversi, che passa la sua vita a letto aiutata da macchinari, medici e terapisti’’.
La dichiarazione dell’avvocato difensore della maestra Rocca
In aula nel corso della prima udienza arrivano anche le dichiarazioni di Anna Scifoni, avvocato difensore della maestra Francesca Rocca, rinviata a giudizio il 21 ottobre 2020 per abbandono di minore, la quale ha affermato: ‘’Questo caso sicuramente fa soffrire tutti. Ricordo che c’è la presunzione di innocenza, tante cose non si sanno e verranno alla luce nel corso del processo.
Si procede per l’accertamento delle responsabilità personali se ci saranno e io mi auguro che non ci siano nella misura in cui questo è stato un tragico evento. Nessuno ha abbandonato nessuno. Questa è la nostra posizione”.
Martina Angeloni
