Il dottor Gianluca Casagrande sull’andamento del piano vaccini
Abbiamo raccolto la testimonianza di Gianluca Casagrande Raffi, politico locale di Lariano e medico rianimatore, che si è espresso riguardo all’andamento del piano vaccini.
Ci siamo resi conto che riguardo al piano vaccinale c’è molta confusione nei cittadini: facciamo chiarezza
“Anche ora, come dall’inizio della pandemia, tutti dobbiamo fare riferimento al nostro medico di base e, in aggiunta, i cittadini possono consultare le pagine social e il sito della Regione Lazio per qualsiasi aggiornamento. Da venerdì 5 marzo, per esempio, le persone nate nel 1942 e 1943 potranno prenotare la somministrazione del vaccino, loro spetta Pfizer. Da lunedì 8 marzo per la faccio di età 65 e 64 anni.
Veniamo ai dubbi sul vaccino AstraZeneca, è rivolto a tutte quelle categorie di lavoratori come forze dell’ordine, guardie di finanza, professori, maestre… persone che non hanno patologie pregresse e che molto spesso non superano una certa soglia di età” spiega Casagrande, proseguendo: “Le ultime notizie sono particolarmente interessanti: chi aveva già contratto il Covid-19 nei mesi scorsi ed è prossimo alla vaccinazione, potrà effettuare una sola somministrazione, anziché due. L’aver contratto il virus e averlo debellato permette all’organismo di riconoscerlo se ci si torna in contatto; è lo stesso meccanismo che sfruttano i vaccini”.
A quanto pare alcuni medici di base non aderiscono alla vaccinazione nei loro ambulatori. Cosa devono fare i pazienti e a chi devono rivolgersi?
“Il medico di base ha il compito, nel momento in cui decide di non somministrare i vaccini all’interno del proprio studio, di indirizzare il paziente verso i percorsi alternativi adeguati all’età e alle eventuali patologie pregresse del paziente”.
Come giudica l’andamento del piano vaccinale a Lariano e più in generale in Italia?
“Credo che il problema principale di questo piano sia la lentezza nell’approvvigionamento delle dosi, anche perché ritengo che il piano vaccinale, così come concepito dal Governo Conte, fosse molto valido e, anzi, penso che il nostro paese abbia iniziato nella maniera più adeguata rispetto ad altri paesi europei. In molti mi hanno contattato chiedendomi consigli riguardo al vaccino AstraZeneca: questo è effettivamente meno efficacie nella difesa verso la diffusione del virus e sembrerebbe soprattutto verso le diverse varianti, ha inoltre delle sintomatologie post-somministrazione più importanti rispetto a Pfizer e Moderna, ma comunque nella norma, normali anche per altri vaccini. Quello che mi sento di dire ai cittadini che si trovano nel dubbio è di vaccinarsi. Soprattutto perché è sicuro e proteggere la propria vita e degli altri è un atto di buon senso umano e sociale. Nonostante AstraZeneca abbia un’efficacia allo stato dimostrata di circa il 60%, al momento non si hanno alternative, quindi meglio vaccinarsi che rischiare la vita s causa della grave polmonite interstiziale Covid19, anche perché, ribadisco che è un vaccino comunque sicuro. Altre domande che mi sono state poste riguardano i contagi avvenuti anche dopo aver effettuato il vaccino: ci tengo a precisare che i vaccini in generale, proteggono dalle patologie e non dall’infezione. Una volta vaccinati, dunque, possiamo di nuovo contrarre il virus, ma evitiamo l’insorgenza di tutte quelle conseguenze cliniche che in molti casi possono essere anche gravi e mortali”.
Cosa si sente di dire ai cittadini che sono ancora indecisi sul fare o non fare il vaccino?
“Credo che in Italia, come nel resto del mondo, potremo stare tranquilli solo quando i vaccini avranno raggiunto il 70% della popolazione. Il mio consiglio è di vaccinarsi; è un dovere civico e morale. Dobbiamo sensibilizzare tutti, anziani e giovani, anche perché stando agli ultimi studi la variante inglese colpisce soprattutto i giovani e si diffonde in particolar modo tramite essi. Nessuno può esimersi da questa responsabilità”.
Giorgia Gentili
