In merito al taglio dei Cerri in località Alberobello a Lariano
di Claudio Caponera
Lariano. In data 23 Novembre 2022 Paolo Fiorini, esponente locale di Area Nuova, ha presentato una istanza al Responsabile del Settore Ambiente e Patrimonio del Comune di Lariano Dott. Antonino Tuzi, al Sindaco Dott. Francesco Montecuollo e al Segretario Generale Dott.ssa Sonia Lamberti. Chiede l’accesso agli atti amministrativi per la verifica della corretta gestione del patrimonio nel procedimento per il taglio intercalare della fustaia di Cerro denominata sezione boschiva n. 28 Colle Magisterna e n. 25 Alberobello.

Come è noto, della questione già ce ne siamo occupati quando da parte dell’opposizione presente nel precedente Consiglio Comunale presieduto da Maurizio Caliciotti, fu presentata una Mozione proprio in merito al taglio di quelle piante, (piantate circa 70 anni fa in Via Sperimentale – Finanziamento Piano Fanfani n.d.r.). Ci fu un ampio dibattito in consiglio comunale e si decise in corso d’opera di rivedere tutto il piano di intervento considerando che erano state omesse alcune cose importanti che pregiudicavano l’esistenza di quelle piante.
Lunedì 5 Dicembre è giunta alla nostra redazione un contributo sull’argomento dell’ex Consigliere comunale Paolo Fiorini che pone alcuni interrogativi sul ruolo della amministrazione comunale e dell’opposizione.
Di seguito la nota inviata alla nostra redazione
“È TEMPO DI CAPIRE . È TEMPO DI PATRIMONIO BOSCHIVO

Sorge spontanea una domanda: cosa ha fatto il direttore dei lavori che sopraintendeva l’esecuzione degli interventi quando venivano tagliati più alberi e non c’era corrispondenza tra il piano di taglio e le operazioni eseguite? Le notizie che mi giungono dal Comune di Velletri, i provvedimenti presi dalla Procura della Repubblica in merito alla rimozione da parte di una ditta di 332 alberi in più, rispetto a quelli autorizzati, mi portano a riflettere sui possibili rischi che corre il patrimonio boschivo. Credo sia tempo di concentrare l’attenzione per meglio conoscere i criteri gestionali adottati per il suo “sfruttamento”, che secondo alcune opinioni non sta favorendo lo sviluppo degli insediamenti produttivi locali.
Il Sett. V Ambiente-Patrimonio del Comune di Lariano, dopo interrogazioni comunali, regionali finite a tarallucci e vino, sembra stia accelerando gli adempimenti per l’avviso d’asta e l’aggiudicazione del taglio intercalare dei cerri di Colle Magisterna e Alberobello. Un intervento, che secondo discordanti pareri professionali, causerebbe l’alterazione degli equilibri di questo ecosistema perfettamente sviluppato nel nostro territorio. Otto ettari di fustaia coetanea che ha impiegato settanta anni per sviluppare il suo spettacolare soprassuolo.
Tra l’altro, allo stato del valore macchiatico accertato dagli uffici, una operazione che consegue una monetizzazione ininfluente per l’ente – per il lotto di colle Magisterna 17.000 euro -, ma ricchi ricavi per l’impresa aggiudicataria del taglio della legna di quercia. Basta andare sul posto per constatare l’importanza delle piante marcate, l’entità dei prelievi forestali che si vuole autorizzare. Pertanto, ho già inoltrato richiesta di accesso agli atti, per acquisire conferme, chiarire dubbi che ravviso nel procedimento e non mancherò di sottoporre all’esame delle Autorità di vigilanza: metodo di stima e incompatibilità dei ruoli accumulati nello stesso procedimento da un funzionario comunale.
Alla luce di tali considerazioni, voglio restare propositivo. Confido che il Sindaco F. Montecuollo, già firmatario di una mozione contro il taglio di questo bosco con i consiglieri G. Casagrande Raffi, S. Verri, I. Neri, E. Romaggioli, T. Cafarotti, ora faccia quanto di sua competenza per valutare le conseguenze di eventuali danni post taglio, che non trovano logica in un principio di mantenimento e valorizzazione di questo patrimonio socio-ambientale.
Punto di partenza, per una nuova pianificazione di politica ambientale, per un’azione correttiva sulla base dei diversi pareri professionali, che ponga in essere un’auspicabile modifica del progetto di taglio, che tra l’altro non implicherebbe colpe erariali, per le sue finalità, per i principi e la disciplina sull’autonomia decisionale, di indirizzo degli organi di governo locale.
È un dato di fatto che Lariano, nell’ultimo decennio, ha visto molto ridurre il suo capitale di imprese, di maestranze legate storicamente e culturalmente all’esistenza stessa della nostra prima risorsa, quella boschiva. Un bene, il bosco, ormai visto dagli amministratori solo come fonte di reddito derivante dalla vendita della massa legnosa. Condizione frutto di una politica “miope”, che ha contribuito a monopolizzare il mercato locale a discapito delle stesse casse comunali, invece di investire sulla crescita produttiva e occupazionale del settore, favorire la promozione e la ottima qualità del nostro castagno, trovare soluzioni alternative per migliorare e incentivare la trasformazione sul posto, la commercializzazione del prodotto e dei sui derivati, garantendo anche assistenza professionale alle imprese boschive nell’istruttoria per l’accesso a finanziamenti agevolati, fondi europei.
Qui, qualcosa non va! So di tuffarmi in un mare dove quello che dico non piace a chi dentro queste acque ci naviga. Me l’hanno spiegato in confidenza diversi operatori locali. Questo è un settore primario ed economico importante per il nostro paese, per taluni ghiotto e territorialmente strategico, subordinato a scelte e modalità gestionali che vanno sottoposte ad attenta valutazione.
Paolo Fiorini – Area Nuova”

