Intervista alla direttrice artistica di “Paesaggi del Corpo” Patrizia Cavola

Continua “Paesaggi del Corpo” Festival Internazionale di Danza Contemporanea, manifestazione che, come ogni anno, si svolge in diverse magnifiche cornici che Velletri sa offrire, come la Casa delle Culture e della Musica, Piazza Cairoli e il Teatro Artemisio- Gian Maria Volontè.
Tema, quello del dialogo, che è stato il motore centrale dell’intera manifestazione come ha voluto ricordare la direttrice artistica dell’evento, Patrizia Cavola, intervistata dal nostro giornale.
Costante è stato il tema del dialogo, in primis quello che nasce spontaneo da una disciplina come la danza contemporanea, ovvero tra la danza e le arti.
Molti infatti gli autori che si sono ispirati alle più svariate discipline artistiche nella composizione delle loro coreografie: il dialogo tra la danza ed i beni culturali. Anche questo un tema cardine dell’intero operato.
L’audacia di uscire dal confortevole teatro per aprirsi al territorio e plasmare le varie coreografie sulle strutture e i luoghi che le hanno ospitate torna oggi più attuale che mai. La danza ci propone, in un’insolita ottica di positività, un’arte che si mette a disposizione del territorio e viceversa in un dialogo formidabile tra uomo e ambiente.

Massima espressione di questa volontà è stato l’operato della coreografa di fama internazionale Silvia Gribaudi che, assieme ai danzatori del Balletto Teatro di Torino, ha operato in “scena” una perfetta fusione tra corpo e ambiente, valorizzando quei luoghi che, sempre secondo le parole della direttrice, sono fonte di fascino.
Luoghi come Piazza Cairoli o il giardino della Casa delle Culture sono stati infatti i palchi calcati dai 5 formidabili ballerini torinesi guidati dalla Gribaudi la quale, tramite uno spettacolo itinerante, ha riproposto per l’occasione una rielaborazione del suo spettacolo “Peso Piuma”.
Anche qui tra tanti dialoghi: dialogo col passato, essendo uno spettacolo che assieme alla ricerca dell’intimità del corpo (in un’operazione di sensibilizzazione alla diversità dei corpi che l’immagine più della parola sa esprimere) ha ricercato le radici delle movenze di Anna Pavlova, l’immortale cigno a tutti noto.
Movenze che attraverso un altro tipo di dialogo, quello con il pubblico, fatto di collaborazione tra ballerini e spettatori, sono fuggite dalla “gabbia” palco-platea arrivando a toccare l’animo degli spettatori in un intimo abbraccio tra passato, artisti, pubblico e ambiente.
Tutto ciò arrivando a spezzare, come spezzate furono le movenze della Pavlova, la rigidità di un ambiente come quello della danza e dei rapporti insiti alla stessa.

Andando avanti con l’intervista sono stati toccati diversi temi come ad esempio la centralità della città di Velletri per l’intero progetto che ormai va avanti da tre anni.
Due i motivi che hanno portato Velletri ad ospitare questa manifestazione: in primis la necessità di far conoscere l’arte contemporanea nelle zone di provincia, anche perché un vero e proprio festival di danza contemporanea è sempre mancato nel territorio dei Castelli. Auspicio infatti dell’organizzatrice è quello che il festival nelle prossime edizioni possa aprirsi a più realtà limitrofe.
Altro motivo di stampo più personale risiede nella natalità veliterna di Patrizia Cavola che quindi ha voluto dare fiducia alle sue radici proponendo questa fantastica iniziativa. Fiducia che è stata, nonostante vari problemi (come la scarsa conoscenza di questa disciplina e la pandemia che ha bloccato la diffusione ed il lento processo di creazione di un pubblico), piacevolmente ripagata da una buona affluenza di pubblico.
L’auspicio della direttrice artistica è che in futuro il pubblico possa essere composto da più ragazzi i quali potrebbero facilmente identificarsi in un ambiente tanto moderno e contemporaneo come quello offerto dall’evento.
Discorso analogo è quello della critica che per i motivi prima accennati non si è espressa se non per poche recensioni, elemento anche questo che concorrerebbe ad una maggiore conoscenza e apprezzamento dell’interno operato.
Tanti invece i giovani, tra coreografi ed autori, che si sono cimentati nella realizzazione degli spettacoli, grazie proprio alla spinta che l’intero progetto offre alle giovani menti.
Da non perdere infatti gli ultimi due appuntamenti, il 9 e il 16 luglio, durante i quali, oltre all’esibizione di una compagnia spagnola e di tante altre realtà nazionali, verrà presentato dalla Compagnia Atacama, di cui Patrizia Cavola è direttrice artistica, un lavoro appositamente creato per la Casa delle Culture e della Musica e l’operato di una giovane autrice prodotta.
In conclusione, riportiamo l’entusiasmo della direttrice artistica, la quale vede un prosperoso futuro per questa iniziativa che ha la possibilità di svolgersi in ambienti magnifici (tanto apprezzati tra l’altro da tutti i ballerini e da tutti gli autori nazionali ed internazionali) nella speranza che la cultura della danza contemporanea possa divenire presto una realtà viva nel nostro territorio.
Gabriele Romagnoli
