
Dopo la chiusura dei reparti di Chirurgia Vascolare ed Urologia, l’opposizione in questi giorni a Velletri è tornata sul tema dell’ospedale e sulla sua sopravvivenza ‘’a rischio’’. Tra i primi ad intervenire a seguito della chiusura dei due reparti è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Righini, il quale ha protocollato una richiesta di convocazione in audizione dell’Assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato e del commissario della Asl Roma 6 Narciso Mostarda da tenersi presso l’Ospedale di Velletri, per discutere dei problemi che affliggono la struttura.
Anche la capogruppo di Italia Viva, Maria Paola De Marchis, si è inserita nel dibattito affermando: ‘’È indubbio che una parte della politica cittadina abbia fatto tutto ciò che poteva per impedire lo scempio perpetrato ai danni dell’Ospedale di Velletri. Resta l’amarezza per il silenzio dell’altra parte, che ha scelto di difendere gli interessi di partito piuttosto che quelli della comunità che rappresenta’’.
Rabbia e amarezza anche da parte dei consiglieri d’opposizione Giorgio Greci, che ha dato la colpa di ciò ad un’Amministrazione ‘’dissennata’’ e Paolo Felci. Con un velo di tristezza e sarcasmo arriva qualche ‘’testimonianza’’ e qualche critica anche da chi per anni ha lavorato all’interno di questi reparti ‘’altra eccellenza trasferita e tolta a Velletri, grazie ai politici che con grande professionalità e passione hanno e continuano ad indebolire e limitare l’Ospedale di Velletri’’.
Martina Angeloni
