Il pestaggio sembrerebbe terribilmente analogo alle modalità con cui è stato ucciso Willy Monteiro Duarte, pochi mesi fa
Era la notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, quando a Colleferro, di fonte a Largo Santa Caterina, Willy Monteiro Duarte veniva brutalmente ucciso e mentre, riguardo al caso, le indagini proseguono e sono stati arrestati, a Colleferro si è consumata una vicenda analoga.
Durante il pomeriggio del 17 aprile su Corso Turati, Lorenzo, diciassettenne di Segni, è stato aggredito da alcuni ragazzi. Il giovane ha spiegato di essere stato minacciato dagli stessi qualche settimana prima, dopo che aveva preso le difese di un amico, vittima delle prese in giro degli stessi: “Lo hanno fatto per vendicarsi, hanno aspettato qualche settimana e me l’hanno fatta pagare”.
Il ragazzo ha spiegato che, seppur non solo, ad un certo punto tali individui si sarebbero accaniti soprattutto su di lui con pugni, spinte e calci alla testa anche quando giaceva già a terra, dopo aver urtato la testa contro un’automobile in sosta. Il diciassettenne è, in quell’istante, semi svenuto e ora è ricoverato nel reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’Ospedale San Giovanni. Attualmente, le sue condizioni sarebbero stabili e non sarebbe in pericolo di vita, tuttavia dovrà essere sottoposto a diversi interventi chirurgici per ovviare alle diverse fratture facciali riportate, in particolare alla mandibola. Il giovane sembra essere sereno e dice di non avere paura. Gli amici che lo hanno raggiunto in ospedale hanno raccontato quanto sia stato forte nel sopportare il tampone anticovid, nonostante il viso tumefatto e dolorante. Riguardo agli aggressori, come lo stesso Lorenzo racconta, per un periodo hanno frequentato la stessa palestra della vittima: “Sembravano tranquilli, soprattutto uno, ma era tutta scena” ha dichiarato.
A dare l’allarme è stata la titolare di un negozio di ottica che sarebbe subito intervenuta in soccorso del giovane, portato poi in codice rosso all’Ospedale di Colleferro. La posizione dei due ragazzi di 18 e 19 anni fermati dalla Polizia è attualmente al vaglio degli investigatori, tuttavia ci sarebbero altre due persone che sarebbero fuggite in auto. Sembrerebbe, inoltre, che gli stessi aguzzini abbiano girato un video del pestaggio, postato successivamente sui social network.
Durante la mattinata di lunedì 19 aprile, Lorenzo ha ricevuto la visita di Pierluigi Sanna, Sindaco di Colleferro che, inizialmente, aveva postato tale commento sulle sue pagine social: “L’aggressione di oggi pomeriggio su corso Turati è un fatto gravissimo e inaccettabile, che fa venire i brividi alla nostra Comunità. Giovani che picchiano un minorenne, di giorno, su Corso Turati e scappano, non possono rimanere impuniti”. Assieme al primo cittadino di Colleferro, sono giunti in ospedale anche Alessio D’Amato, Assessore Regionale alla Sanità e Piero Cascioli, Sindaco di Segni.
Per stabilire quale sia stato effettivamente il motivo scatenante di tale vortice di violenza, Lorenzo sarà riascoltato dal Commissariato di Colleferro: “Rivalità fra palestre, fra ragazzi di centri vicini: non è ancora chiaro, le ipotesi sono tuttora al vaglio” ha spiegato Francesco Mainardi, dirigente del suddetto Commissariato, aggiungendo poi: “Di sicuro però due episodi del genere in pochi mesi devono far riflettere, tanto quanto il motivo di questa aggressione”.
Anche Giulio Calamita, Vicesindaco di Colleferro, si è espresso sulla vicenda, chiedendo “una riflessione profonda proprio con i maestri di arti marziali: è evidente c’è qualcosa che qui non funziona”. Effettivamente, questo è il secondo episodio di pestaggio, a distanza di pochi mesi, che vede protagonisti dei giovani praticanti arti marziali.
Come già anticipato, proprio questo aspetto è una delle analogie presenti con il caso di Willy Monteiro Duarte, ventunenne di origini capoverdiane, residente a Paliano. Per la sua morte, saranno processati Marco e Gabriele Bianchi, attualmente detenuti a Rebibbia. Ma questa tragica morte continua ad avere delle zone d’ombra, come la posizione di chi guidava la vettura che avrebbe condotto i fratelli Bianchi sul luogo del pestaggio selvaggio. Altre analogie potrebbero essere l’accanimento del branco su un’unica persona, anche quando quest’ultima è a terra inerme, o il fatto che sia Lorenzo che Willy avevano semplicemente cercato di difendere un proprio amico dalla violenza – verbale e fisica – dei prepotenti di turno. Insomma, sembra quasi di ritrovarsi di fronte alla stessa scena, solo che almeno questa volta il ragazzo è vivo e può raccontare quanto accaduto.
Chissà se questi giovani aggressori facevano parte della massa di persone che si sono riversate in Largo Santa Caterina, l’indomani dell’omicidio di Willy; chissà se hanno utilizzato anche loro i propri profili social per prendere le distanze da certi comportamenti, per comunicare la propria indignazione o la propria vicinanza alla famiglia del giovane di Paliano; chissà se la morte di Willy sia stata veramente un insegnamento per tutti o se, come purtroppo sembra, il messaggio sia stato recepito solamente dagli animi più sensibili e non violenti. Sembrerebbe essere di fronte ad un vicolo cieco: la questione ruota sempre intorno ai valori del singolo e all’educazione che gli viene impartita.
Giorgia Gentili
