L’intervista a Gennaro Duccilli e Sergio Gotti, direttori artistici del nuovo teatro off “Magazzini Teatrali” inaugurato il 31 ottobre, in Via San Crispino 18

Nascono a Velletri i “Magazzini Teatrali”, nuova realtà teatrale che, come ci hanno voluto raccontare i maestri Gennaro Duccilli e Sergio Gotti, direttori artistici del progetto, intervistati dalla redazione a seguito dell’inaugurazione avvenuta il 29 novembre, conserva tante idee, voglia e calore. Il calore delle origini che siano esse quelle Veliterne, della via in cui ora sorge il teatro o quelle della tradizione napoletana, con i suoi spiritelli e con il gusto del teatro off sperimentale.
Un ambiente che si fa epicentro di un senso di unione tra artisti e amanti dell’arte che, nel varcare la soglia d’ingresso, hanno la possibilità di immergersi all’interno di un’atmosfera “sospesa”. Vecchie scenografie di spettacoli passati, opera dello scenografo e artista di fama internazionale Sergio Gotti, si fanno ora pareti, cornici della realtà quotidiana, della ricca commedia umana e dell’eterea finzione scenica.

L’intervista è dunque iniziata da una domanda: come nascono i Magazzini? Quanti e quali simboli si celano dietro il sito che ora accoglie la struttura? Il teatro sorge in via San Crispino, lì dove un tempo stava il Teatro di Terra. Un giorno il maestro Gotti, in cerca di uno spazio personale da adibire a laboratorio e magazzino per la sua attività, ha ben pensato di contattare i proprietari dell’ex teatro che hanno quindi concesso il locale in affitto.
A questo punto il maestro Duccili, attore, regista e drammaturgo professionista, con un tenero slancio di poesia e nostalgia, ci ha voluto raccontare i 6 mesi che hanno portato alla nascita dei Magazzini.

Il locale si presentava morente e tanto piangeva la “Bella ‘Mbriana”, spiritello protettore delle abitazioni della tradizione napoletana, cultura natia del maestro. Tale spiritello, per protesta, accodandosi al già tristo e lontano pianto dei numi veliterni, ha voluto guardare negli occhi dei due veterani implorando loro dignità nuova per uno spazio che, soffocato, aveva ancora bisogno di aria, di luce e di arte!
“Merda, Merda, Merda!” questo il sussurro e l’augurio degli spiritelli, questo l’odore della struttura che dopo anni di abbandono versava in condizioni di degrado.
Sono così iniziati i lavori di bonifica e di ristrutturazione che hanno portato la struttura al suo antico fasto.
Così da semplice laboratorio e magazzino è nata l’idea di proporre un nuovo centro artistico che, come già accennato, si carica di forti simboli. Guardando alla storia del sito e dei due direttori artistici, ecco che si scorge il tema del ritorno alle origini. Un teatro off che ha il sapore della gioventù del maestro Duccilli che in teatri del genere si è fatto colonna del teatro sperimentale napoletano. O ancora ecco la tradizione veliterna, infatti lì dove si ergono ora i Magazzini, un tempo, nel medioevo, come tiene a specificare lo scrittore e profondo conoscitore della cultura veliterna Luca Leoni, anche lui presente durate l’intervista, era zona di botteghe, di artigiani. In oltre sempre lì, poco distante, sorgeva un tempo il teatro della Passione, opera eccezionale andata perduta che trova però, per chi fosse interessato, un fratello ancora vivo nella vicina Genazzano.

Insomma un vicolo pieno di storia, vita, odori, rumori; tutti sensi, come afferma il maestro Duccilli, che saranno nuovamente riproposti e soddisfatti nei magici Magazzini. Sarà di fatti una realtà polisensoriale e polivalente che ospiterà ogni genere di esperienza e forma artistica. La programmazione sarà proposta in foto al termine dell’articolo.
Altro tema fondamentale è quello della condivisione e dell’inclusione, si potrebbe infatti quasi definire questo un teatro “sospeso”, alla napoletana. Anziani, giovani, tutti coloro che ancora si nutrono d’arte e hanno voglia di mettersi in gioco saranno i ben venuti. Soprattutto i giovani che avranno la possibilità di esprimersi e di sfogare il loro potenziale. Ciò anche perché, ricordiamo, essendo questo un teatro off, tanto maggiore è la liberta di produzione rispetto ai teatri classici.
Ed è dunque così che adesso, li, tra i vicoli, dove ora sembra di entrare in casa di un amico, ora in una grotta; un fuoco di vita, cultura, ed unione, tornerà a scaldare nuovamente una zona un tempo ardente, sotto l’occhio sempre vigile della più fedele delle amiche, l’arte.

Gabriele Romagnoli
