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Lo scultore Palmiro Taglioni in mostra con “Come vento tra i capelli” – Archivio La Torre Oggi

Lo scultore Palmiro Taglioni in mostra con “Come vento tra i capelli”

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Redazione

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BlogCultura, Eventi

L’inaugurazione sabato 5 marzo fino al 12 marzo presso la sala delle Lapidi del Palazzo Comunale di Velletri

Dal 5 al 12 marzo sarà possibile visitare la mostra scultorea “Come vento tra i capelli” di Palmiro Taglioni presso la Sala delle Lapidi del Palazzo comunale di Velletri, ad opera dell’Associazione Culturale “Memoria ‘900” per la “Giornata Internazionale della Donna”. Palmiro Taglioni, artista veliterno, ha iniziato la sua ricerca e opera scultorea dagli anni Settanta ad oggi. La sua particolarità è l’utilizzo di un materiale che richiama le nostre radici: il legno. Le opere presentate in questa mostra sono state realizzate tutte nel periodo 2020-2021 del lockdown. La mostra sarà inaugurata sabato 5 marzo alle ore 17:00 presso la Sala delle Lapidi del Municipio (primo piano). Resterà aperta da lunedì 6 marzo a sabato 11 marzo tutte le mattine dalle 10:30 alle 12:30 e nei pomeriggi di lunedì, giovedì e sabato dalle 15:00 alle 17:00. L’ingresso è libero.

Il vento è forza che fa volare e ballare, al tempo stesso è anche forza distruttiva. Partendo dal nome della mostra “Come vento tra i capelli”, cosa rappresenta per te, il vento?

Buongiorno, grazie per l’intervista. Anticipo che amo assistere con stupore a tutte le manifestazioni estreme degli eventi naturali, rimango attratto dal mare in tempesta, da un forte temporale di lampi e tuoni o dalle violente folate di vento. Queste manifestazioni sono per me fonte di forti emozioni. Per realizzare le opere presenti in questa mostra, e di altre che spero presto di esporre, ho pensato al VENTO quale metafora della pandemia. Questo evento, così improvviso e violento ci ha spinto ad abbandonare quella “normalità” che pensavamo nessuno potesse strapparci. E invece una potente “folata di VENTO ha chiuso in un attimo le porte verso l’altro ed ha sbarrato le finestre dell’ANIMA, consegnandoci ad un terribile e ineguagliabile senso di paura e di vuoto. Con le opere esposte in questa mostra, che, come detto, rappresentano soltanto una piccola parte dei lavori realizzati in questo periodo, ho voluto rendere indelebili sui volti le tracce di questo momento. Ho lasciato che fosse il VENTO a guidare la mia mano e lo scalpello nel fissare sul legno i volti che si mostravano alla mia mente. E così i volti, i capelli, le smorfie del viso, assumono di volta in volta posizioni ed espressioni diverse, bloccando così le immagini come in una fotografia.

La donna, in tutte le sue sfaccettature è la protagonista di questa mostra scultorea. Donna come generatrice di vita, come mistero. Cos’è per te la donna?

Per rispondere a questa domanda voglio raccontare un fatto che mi è accaduto in una precedente mostra di qualche anno fa, dove mostravo delle sculture di donne stilizzate, arrivò una donna di una certa età, la quale dopo aver guardato la mostra mi si rivolse dicendomi “cosa ne sa lei delle donne”, la domanda mi colse di sorpresa. Ora alla sua domanda Cosa è per te la donna?  potrei rispondere genericamente dicendo che la donna è importante perché generatrice di vita, o con altri luoghi comuni che spesso purtroppo sentiamo ripetere. Non condivido personalmente, tantomeno dal punto di vista artistico, questi luoghi comuni. Ho realizzato molte opere che riguardano la donna, rappresentata in forma stilizzata, nei particolari o a figura intera. La mia ricerca si è concentrata sempre sull’essenza.  La maternità come significato ancestrale di questo archetipo femminile, o al primo atto creativo della Grande Madre. Utilizzando spesso la tecnica della bruciatura dell’opera attraverso il fuoco, dove l’atto creativo e l’atto distruttivo si fondono insieme, nascita e morte. Riporto testualmente uno stralcio da un testo critico della Dottoressa Paola Cucuzza ad una mia precedente mostra “Le sculture hanno una voce che proclama al mondo l’uguaglianza del genere umano, oltre ogni diversità di pelle e razza, oltre ogni alterità di genere. Affermano l’identità femminile. È così che le opere di P. Taglioni riescono a comunicare al pubblico oltre ad un discorso estetico-espressivo, anche quello etico e sociale, da sempre portato avanti dallo scultore.”

Il lavoro scultoreo è realizzato mediante l’utilizzo di una materia prima assai interessante: il legno. Come mai questa scelta? 

Per poter parlare di questa scelta dobbiamo tornare indietro nel tempo. Intorno agli anni Settanta trovai in un campo una radice che chissà per quale motivo attirò la mia attenzione. Una radice di ulivo, la portai nel laboratorio e là venne fuori il mio interesse a quel materiale, ricco di profumi, di venature particolari, dell’essenza dell’olio che permaneva al suo interno. Trascorsero molti anni, ma il contatto con quel legno mi aveva fatto scoprire la mia passione. Dai primi anni Novanta del secolo scorso ho ripreso a scolpire con assiduità. Quel legno che con le sue venature irripetibili e uniche come le nostre impronte digitali. Le venature disegnano il flusso di energia che ha attraversato la pianta, facendola vivere per centinaia di anni. Le sculture sono il risultato di un pacifico incontro tra me e l’ulivo in un assecondarsi di gesti. Per ogni opera cerco il punto d’incontro tra materia, idea e forma.

Sofia Bucci