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Lavori di Colle Fiorentino. Fiorini accusa: “Chi tace acconsente” – Archivio La Torre Oggi

Lavori di Colle Fiorentino. Fiorini accusa: “Chi tace acconsente”

Scritto da:

Claudio Caponera

Pubblicato il:

BlogAttualità, Politica

L’esponente politico di Lariano è tornato a inviarci alcune parole riguardo i ritardi dell’area fiera

Risale a un mese fa l’ultimo contributo inviato al nostro giornale da Paolo Fiorini, noto esponente politico di Lariano che da mesi spulcia le carte su una nota vicenda di appalti e commesse che riguardano i lavori di riqualificazione  dell’area fiera di Colle Fiorentino  tantochè, a seguito di un esposto presentato dallo stesso Fiorini, la Guardia di Finanza ha aperto una accurata indagine che ha portato ad aprire una indagine nei confronti di quattro persone tra cui anche un dipendente comunale.

Come è noto, già in precedenti articoli sull’argomento abbiamo espresso le nostre perplessità su come è stata portata avanti la vicenda sia da parte dell’amministrazione comunale  che  dall’intero consiglio comunale che sull’argomento, a parte il Sindaco Caliciotti che di è dichiarato fiducioso sul non coinvolgimento della macchina amministrativa, non si esprime. Un comportamento non giustificabile visto che tra pochi mesi si vota e il fatto che non si chiedano chiarimenti in merito alla nota vicenda e sulle dinamiche che hanno portato alla sospensione dei lavori.

La settimana scorsa è giunta alla nostra redazione un altro  contributo sull’argomento  dell’ex Consigliere comunale Paolo Fiorini che si pone alcuni interrogativi sul ruolo della amministrazione comunale e dell’opposizione.

 Di seguito la nota inviata alla nostra redazione:

“COLLE FIORENTINOCHI TACE ACCONSENTE”

Menomale che nel 2020, in Consiglio Comunale, c’era chi, risoluto, ribatteva che l’esito dei controlli della Guardia di Finanza di Velletri, sull’appalto per la riqualificazione dell’area fieristica di Colle Fiorentino, sarebbe stato una “ulteriore certificazione” di una buona amministrazione. La conferma dalla Procura della Repubblica è arrivata: quattro avvisi di garanzia.

Mentre la Legge ora fa il suo corso, intendo ricordare al Sindaco, ai suoi Assessori, che evidentemente credono di potersi “avvalere della facoltà di non rispondere” ai cittadini, che la politica non può essere slegata dai comportamenti. E la loro è impregnata di omertà. Dico questo per manifestare che, se intendono continuare a limitare la conoscenza di tali scomodi fatti, l’unica interpretazione resta l’aggravante di sottrarsi alla perdita di credibilità, alle responsabilità politiche e morali.

Come si sia arrivato fin qui, è frutto di un percorso poco chiaro, che ha nomi e cognomi. Perché non dovrebbe essere messo nelle condizioni di capirlo anche il cittadino?

Nel “retrobottega” comunale si sarebbe consumata una mala gestio, che questi esperti veterani avrebbero dovuto fiutare, invece di sposare, come passacarte, tutto quello che gli uffici giravano, tranne poi, senza chiarire alcunché e scaricando le competenze, precisare che nulla è riconducibile alla “mano governativa”. Allora, a buon diritto, cosa aspettano a divulgare quali sono le gravi contestazioni notificate dalla Magistratura ai loro funzionari? Cosa si è configurato di illecito, sfuggito alla ostentata competenza del Sindaco, della sua Giunta?

Dovere esige che gli avvocati, dei dipendenti comunali indagati, documentino le ragioni dei provvedimenti notificati; che i componenti del Consiglio Comunale, “fideiussori” degli interessi pubblici, riferiscano dove ravvisano quella buona amministrazione che dicono di garantire, cosa ci trovano da stare tanto sereni. Soprattutto, perché non si è intervenuto su quelle dinamiche preoccupanti e ripetute che stanno caratterizzando l’azione politico-amministrativa e il Settore Lavori Pubblici, i cui devastanti effetti sono ormai un marchio di fabbrica.

Punti che avrebbe dovuto affrontare anche una intransigente opposizione, rispondendo, dimostrandosi all’altezza, invece di fare la sagoma che non trova “l’elefante dentro la stanza”. Come se nulla fosse capitato, nessuno osa entrare seriamente nel merito di questi misteri, dei criteri per l’assegnazione di alcuni incarichi professionali, nelle modifiche dei progetti originari, nel movente degli imprevisti e consequenziali ritardi, negli avanzamenti dei lavori e il loro reale stato, mentre ci si ripara dietro l’apparato degli uffici. Ma allora, che ci stanno a fare? La bocca ce l’hanno solo per i comizi, per le pappardelle? 

A questo punto nasce un ragionevole dubbio: questa “politica ingrata”, che non si spende per impedire fraintendimenti, che tralascia quello che la Magistratura ha riscontrato penalmente rilevante, che banalizza argomenti di importanza vitale, lascia pensare che c’è qualcosa che porta dritto alla voce “connivenza”, o peggio “complicità”. Mi sbaglio? Fatemi capire!

Spero che i cittadini afferrino, che non è amministrare quello che vediamo praticare da alcuni, ma politichese di famigerata memoria, da giudicare per come agisce e non per la parvenza.

È tempo che il Consiglio Comunale torni a difendere gli interessi dei cittadini, a rappresentare degnamente Lariano. Qui, sinceramente, mi sembra lampante che si faccia altro! PAOLO FIORINI.”

Claudio Caponera