La Giunta, con un atto liberativo approva la revisione delle tariffe dell’Asilo nido comunale ma…

A seguito di una affrettata comunicazione pubblicata sui social da parte dell’assessore alla pubblica Istruzione Sabrina Verri in merito appunto alla applicazione delle nuove tariffe per la frequenza dell’asilo nido di Lariano in cui dichiarava che grazie all’intervento della nuova giunta comunale:
“Siamo riusciti ad azzerare la retta per le fasce di reddito più basse e per gli utenti in situazione di particolare vulnerabilità. Così come abbiamo inserito una reale progressività delle tariffe in base ai redditi Isee delle famiglie. In parole semplici, continuava la nota dell’assessore, abbiamo applicato un principio di giustizia sociale che a quanto pare solo a Lariano non era scontato: chi ha di meno non paga o paga meno; chi ha di più paga di più. Solo in questo modo possiamo garantire pari opportunità di educazione, istruzione e cura a tutte le nostre bambine e ai nostri bambini. Solo in questo modo possiamo realizzare politiche concrete di pari opportunità tra uomini e donne al fine di sostenere le famiglie per una migliore condivisione dei carichi di cura familiare e favorire la partecipazione al lavoro ad entrambi i genitori.”
A seguire un altro comunicato questa volta a firma del Sindaco Francesco Montecuollo che ha voluto ringraziare l’assessore Sabrina Verri, la Giunta e gli uffici comunali per essere riusciti in tempi record ad abbattere in maniera drastica le tariffe dell’asilo nido comunale, realizzando una vera politica sociale.

“Dal primo novembre, recitava la nota del Sindaco Montecuollo, chi ha meno pagherà di meno e chi non ha non pagherà. Un principio giusto e importantissimo che si trasforma in un atto che per noi andava fatto e che evidentemente si poteva fare utilizzando i fondi messi a disposizione dalla Regione. Ora lo abbiamo fatto. Lariano riparte. In buone mani.
Ovviamente a seguito della pubblicazione delle notizie, sempre sui social, si è scatenata la catena degli “afezionados” che non conoscendo la vera realtà dei fatti hanno cominciato a rilasciare commenti positivi di merito che analizzando i fatti non c’erano.
Dall’esame degli atti infatti risulta una altra realtà se proprio la vogliamo dire tutta la vera politica sociale è stata messa in atto dalla Regione Lazio con l’approvazione in data 19 Ottobre 2021 della delibera n° 678 nella quale si davano indicazioni precise su come richiedere il contributo e precisamente vedi nota ii che di seguito riportiamo integralmente: “il termine ultimo per la presentazione delle domande dui accesso al contributo regionale è fissato al 30 Settembre di ogni anno ed a tal fine si considera la data e l’ora di invio della PEC , per gli anni 2021 e 2022 si applicano i vecchi criteri”.
Quindi di fatto, invece di esultare, sarebbe stato meglio dire che ci sono stati evidenti ritardi nel fare la delibera e chiedere il finanziamento che a quanto ci risulta è stato richiesto solo dopo che alcuni cittadini/utenti hanno segnalato la possibilità di poter accedere ai fondi, in ogni modo a quanto sembra grazie alla immediata mobilitazione degli uffici dal 1 Novembre saranno applicate le tariffe imposte dalla Regione Lazio.
Sulla questione sono giunte anche evidenti note di critica da parte dei Consiglieri di opposizione Maurizio Caliciotti del gruppo PD – Prima Lariano, Claudio Crocetta e Ilaria Neri ma anche di ex consiglieri e assessori dell’ex giunta Caliciotti che sulla delibera regionale ci avevano lavorato Chiara Colasanti e Lorena Starnoni che hanno espresso la loro preoccupazione per aver fatto una delibera con eccessivo ritardo visto che i bambini frequentano l’asilo nido comunale dal primo Settembre.
Ovviamente va precisato che l’applicazione delle tariffe così come riportate nella nota della Regione Lazio saranno in vigore solo per l’anno scolastico 2022/23 ora ci auguriamo che gli amministratori che sono stati così celeri ad esultare invece applichino tutti i controlli necessari per far si che le linee guida riportate nell’atto deliberativo della Regione vengano rispettate soprattutto per quanto riguarda le fasce ISEE.
Claudio Caponera
