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La Torre del Trivium. Non solo gospel – Archivio La Torre Oggi

La Torre del Trivium. Non solo gospel

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Redazione

Pubblicato il:

BlogMusica, Primo Piano

A spasso nel gospel

Succede anche nelle migliori famiglie e succede anche ai cori gospel più rigorosi. E succede anche a noi Trivium…

Capita di cedere alla tentazione di affiancare ai brani della tradizione gospel classica o new gospel dei brani pop o di altro genere musicale. E la cosa è più frequente di quanto non si pensi.

Del nostro repertorio fa parte, ad esempio, la celeberrima “Stand by me”. Il brano non nasce gospel me è entrato ormai a pieno titolo nella top 10 dei brani più eseguiti e più graditi al pubblico.

Altro brano che ottiene sempre un grande successo, è la sempreverde “I still haven’t found what i’m looking for” , tratta dall’album The Joshua tree del gruppo irlandese U2.

Definito da alcuni critici musicali come il più ”ecclesiale” dei loro brani e dallo stesso Bono come “una canzone gospel dallo spirito inquieto”, “I still…” ci parla del viaggio costante dell’uomo, del suo anelito verso la spiritualità, di quella spinta che porta alla continua ricerca di Dio.

L’ accento melodico e il nodo concettuale sta tutto in quel “still-ancora” del refrain che ci pone in una condizione di perenne movimento, finché non riusciremo a trovare un senso al nostro vivere nel mondo.

Probabilmente il travolgente successo di questo moderno inno sta proprio nel possente invito a quella ricerca, nel desiderio “irrequieto” che suscita nei fedeli, e non solo, ogni volta che viene eseguito. L’ incanto delle voci che si armonizzano e la vibrante melodia fa il resto.

Se Bono e la sua band abbiano trovato quello che cercavano non è dato sapere, ma il brano è stato citato dalla rivista Rolling Stone come una delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.

E cantarla suscita in noi sempre una grande emozione.