Intervista ai genitori di Samuel e Tristan Marcelli
Abbiamo intervistato i genitori di Samuel Marcelli, il giovane di Lariano che sta collezionando diversi successi nella disciplina della scherma.

“La passione per le spade c’è sempre stata tant’è che da piccoli, anziché di palloni, avevamo casa invasa da spade di ogni genere. Samuel e Tristan hanno sempre amato fare la lotta con le spade, cosa che non potevano ovviamente fare con gli amichetti e con i cugini; quindi, abbiamo pensato di portarli a Velletri, dal maestro Francesco Perciballi che teneva un corso di scherma medievale” ci hanno spiegato mamma Moira e papà Alessio.
I due fratelli, sedici mesi di differenza l’uno dall’altro, erano i più piccoli del corso, ma questo non li scoraggiava di certo. Quel primo anno di scherma medievale è stato un trampolino di lancio, perché proprio il loro insegnante ha proposto ai genitori di portare i due in una palestra di scherma più idonea per la loro giovanissima età.
“Abbiamo cercato su internet e per caso abbiamo trovato la squadra del Frascati Scherma. Ci siamo trovati da subito benissimo, c’è un team stupendo, amiamo l’ambiente e sia Samuel che Tristan sono molto motivati e felici di allenarsi. Addirittura, rinunciano alle uscite per non perdere gli allenamenti”.

Ma il sacrificio è molto, non solo economicamente, ma anche in termini di tempo. Fino a quest’anno entrambi erano nell’Under 14 e svolgevano allenamento tre volte a settimana. Lo scorso maggio, Samuel ha compiuto quattordici anni ed è salito di categoria. Ora si allenerà tutti i giorni con i Cadetti (Under 17) e, dunque, abbiamo chiesto come riescano a conciliare il tutto.
“Sicuramente hanno poco tempo per studiare, spesso si ritrovano a farlo in macchina pur di non perdere gli allenamenti, ma siamo soddisfatti del loro rendimento scolastico. Per noi, prima viene lo studio, poi la scherma. Riguardo a noi, sicuramente abbiamo dovuto cambiare alcune abitudini e adattarci ai loro ritmi” spiegano i genitori dei due.
Durante la chiacchierata i due fratelli ci hanno mostrato la sciabola, il bianco e la maschera che utilizzano durante le gare e gli allenamenti, spiegandoci tutti i collegamenti elettrici e il funzionamento.
Ci hanno raccontato che Samuel avrà a breve gli esami di terza media, intende poi iscriversi al liceo per poi frequentare l’università e fare il criminologo; Tristan, invece, inizierà il prossimo settembre l’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, ma non ha ancora le idee chiare come il fratello. Una cosa è certa: la scherma non si molla.
“Quando hanno iniziato hanno provato la sciabola, il fioretto e la spada. L’insegnante ci ha subito proposto di iscriverli a sciabola per cui erano più portati. Tristan ha un bell’affondo, mentre Samuel è bravo nel parare e ripartire. Ognuno ha una dote diversa, ma il maestro vuole la massima disciplina e precisione, tant’è che ancora oggi ripassano le posizioni studiate nei primissimi anni”.

Durante il campionato Nazionale Italiano a squadre Under 14, a San Severo, Samuel e Tristan si sono trovati l’uno contro l’altro.
“Una volta abbassata la maschera è come se si isolassero dal resto. Nella scherma ci sei solo tu e se vai male devi prenderti le tue responsabilità e riconoscere i tuoi errori. È già capitato che si scontrassero in un assalto e dopo, tra loro, c’è sempre il commento del match. Possiamo dire, però, che rispetto a molti altri ambienti la scherma ha perlopiù solo ragazzi rispettosi, si conoscono tutti e sono tutti amici”.
Infine, Moira e Alessio ci hanno spiegato qual è per loro l’importanza primaria dello sport per i propri ragazzi.
“Crediamo che toglierli dalla strada e non lasciare loro trascorrere tutto il tempo con il cellulare in mano sia fondamentale. Dopo questi due anni di pandemia, non possiamo anche togliere lo sport ai ragazzi che in palestra si sfogano e socializzano. Troviamo, inoltre, che sia una disciplina molto educativa perché non si vedono spesso brutti episodi, tifoserie scorrette o più semplicemente persone piene di sé stesse. Anche i campioni olimpici hanno grande umiltà e rispetto e crediamo che a questo tipo di princìpi debbano ispirarsi i nostri ragazzi”.
Giorgia Gentili
