Le dichiarazioni della Consigliera Maria Grazia Gabrielli sul famoso corredo principesco di Colle Mozzo
In occasione del prossimo rientro del famoso corredo principesco di Colle Mozzo presso l’ area museale allestita a Lariano, abbiamo raccolto le dichiarazioni della Consigliera Maria Grazia Gabrielli, ex Assessora alla Cultura durante l’Amministrazione Caliciotti, che negli anni scorsi si è occupata attivamente per la realizzazione e l’allestimento della mostra.
“Uno degli ultimi atti prima delle elezioni è stato un indirizzo dell’Ufficio Cultura, attraverso il quale presentavamo al Museo della Navi Romane di Nemi la richiesta del prestito a titolo definitivo del corredo principesco della tomba di Colle Mozzo. Anche se furono ritrovati a Lariano, questi reperti sono stati custoditi, a partire dagli anni ‘90, a Nemi; essi ci furono dati in prestito nel momento in cui l’area museale è stata inaugurata lo scorso anno. Tuttavia, mancadatiall’appello alcuni pezzi di questo corredo che, durante i mesi in cui è rientrato a Nemi, sono stati rinvenuti nei depositi del Museo delle Navi, durante alcune operazioni di riordino. Il 30 aprile, assieme al Dott. Flavio Altamura, fui invitata per la presentazione di questi importanti resti, un’anfora e alcune fibule, esposti in una teca ad essi dedicata”.

Gabrielli ha poi continuato: “In quell’occasione, la Dott.ssa De Angelis si era detta ben lieta di cedere definitivamente i reperti della tomba di Colle Mozzo a Lariano, previa presentazione di un piano scientifico, che noi abbiamo presentato, assieme a un’apposita richiesta, nel mese di giugno, giusto qualche giorno prima delle elezioni amministrative. Dico questo perché vorrei mettere in chiaro alcune cose, dopo aver letto delle inesattezze in un articolo di un’altra testata”.
L’inesattezza più grande per la Consigliera c’è nel momento in cui si dichiara che: “…questi reperti sono stati inseriti nella mostra archeologica ‘Il territorio di Lariano dalle origini ai nostri giorni’ – il nome esatto in realtà è ‘Il territorio di Lariano dalle origini ai giorni nostri’, ndr – su precedente progetto dell’Associazione Ara Jani e del Gruppo Archeologico”.
“Quest’affermazione è errata, perché l’unico progetto che esisteva era quello sul polo museale archeologico e antropologico. Il progetto di allestire una vera e propria mostra archeologica non esisteva prima, perché è nato con l’Amministrazione Caliciotti. Allora, come Assessora alla Cultura, mi sono presa la responsabilità di far aprire la porta blindata del terzo piano del palazzo ex beni demaniali in presenza dei vigili, dove i reperti archeologici giacevano in cassette, nella completa incuria. Dopodiché, ho provveduto personalmente a coinvolgere la soprintendenza, il Dott. Flavio Altamura e il Dott. Daniele Scifoni che hanno rispettivamente provveduto alla catalogazione, al restauro dei reperti e successivamente all’allestimento dell’area museale”, ha puntualizza la professoressa Gabrielli.
“La nostra volontà, dopo averli avuti temporaneamente, era quella di far permanere a titolo definitivo questi resti archeologici del corredo principesco presso i nostri spazi espositivi, perché riteniamo che siano tra i più belli e i più importanti tra quelli che possediamo e, anzi, credo che sia importante, laddove possibile, riappropriarci dei reperti di Lariano che sono custoditi in altri comuni”.

“Termino ricordando che a giugno eravamo pronti anche per l’inaugurazione del polo antropologico, per il quale erano stati coinvolti nuovamente i Dott. Scifoni e Altamura, assieme alla Dott.ssa Lucchetti, esperta e ricercatrice d’archivio, Luigi Ceracchi e Paolo Carotenuto, autori di diversi libri su Velletri e Lariano negli anni della guerra. Il progetto ha come sfondo il tema del secondo conflitto mondiale e ci ha dato modo di scoprire tante cose, tra cui la presenza di numerosi partigiani larianesi, che scelsero di combattere sulle montagne dopo la caduta del Fascismo. La mostra comprende anche reperti come elmetti, proiettili e armi, nonché una cartellonistica esplicativa, utile al visitatore. A tal proposito, durante i preparativi avevamo acquistato anche mobili nuovi per il corredo di Colle Mozzo. Per correttezza, ci tengo a precisare che tutto ciò che è stato realizzato concernente la mostra archeologica è stato fatto sotto il mio coordinamento, non era preesistente. Le due Associazioni dell’Ara Jani e del Gruppo Archeologico hanno, invece, avuto la felice intuizione di poter realizzare con fondi regionali un’area museale” ha concluso la Consigliera.
Giorgia Gentili
