I commercianti di Lariano lamentano una crisi ultradecennale che con la pandemia è sicuramente venuta a peggiorare, senza che le amministrazioni abbiano preso provvedimenti
Dopo aver raccolto le dichiarazioni, attraverso un’inchiesta, di ristoranti e bar di Velletri e Lariano in uno dei numeri scorsi, questa settimana ci occuperemo di una questione affine, ma diversa. La nostra testata è stata direttamente contattata da alcuni negozianti di Lariano che hanno lamentato una situazione che con la pandemia non è di certo migliorata.
“Il commercio a Lariano non è mai stato particolarmente vivo – inizia l’imprenditore che ci ha contattati –, ma con la pandemia il quadro è venuto peggiorandosi. Già prima, per esempio, per i giovani non c’era nulla, mi riferisco ad un pub o un locale dove potersi incontrare la sera per svagarsi, attirando anche la gioventù dei paesi limitrofi, magari. In più la palestra Millennium è ancora chiusa da quasi sei mesi e questo per Lariano è un duro colpo da incassare, dato che il centro sportivo ha da sempre attirato persone provenienti da fuori sia che volessero allenarsi, sia che cercassero relax e benessere. Non dimentichiamo, inoltre, i bambini e i ragazzi che in mancanza dei servizi offerti dal centro, attualmente devono essere accompagnati fuori dal paese, anche in comuni lontani per praticare sport. Temo che la situazione sia destinata a peggiorare ancora, con gravi conseguenze non solo per noi commercianti, ma per tutto Lariano” ha concluso il titolare.
Dunque, per approfondire la questione, ci siamo rivolti a Luca Bartoli, presidente dell’Associazione Culturale e Sociopolitica Noi Per Lariano, che si è occupato a fondo sia del commercio nel comune, sia di temi più generali.
“L’associazione nasce nel 2019 e all’interno si sono raggruppati componenti di ogni categoria professionale e ideologia politica. Il motore trainante è sicuramente la passione e la voglia di migliorare il nostro paese, attraverso proposte rivolte all’amministrazione. Sin da subito, quella del commercio è stata una nostra prerogativa. Sul nostro territorio ci sono circa 150 commercianti, la maggior parte dei quali si è unita all’associazione convenendo con i nostri obiettivi” ci spiega Luca, descrivendoci in che modo si muove l’associazione.
“Ci occupiamo anche di altro: ad esempio nel 2019 abbiamo inviato una proposta al Comune, per la riqualificazione della vecchia parte del cimitero comunale, riferendoci in particolar modo alle barriere architettoniche. Con l’aiuto di un ingegnere edile che fa parte dell’associazione abbiamo analizzato le varie alternative possibili per permettere di accedere a tutti ai piani superiori del cimitero. Quell’area della costruzione, infatti, non ha un ascensore che permette il raggiungimento del secondo piano e ciò rende difficile o impossibile a donne incinte, disabili e anziani di visitare i propri cari. In quell’occasione, dall’amministrazione non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Per il mese di aprile 2020, avevamo organizzato un convegno che prevedeva il coinvolgimento dei commercianti per analizzare la situazione, rilevare le problematiche e formulare delle risposte. Purtroppo, con il lockdown non abbiamo potuto incontrarci e le richieste successivamente inviate all’amministrazione sono partite dai singoli commercianti. Essere ascoltati è ancora più difficile se non si ha un’associazione di categoria per i commercianti, cosa che vorremmo avere qui a Lariano e che invece manca”.
Come ci spiega lo stesso Luca, le richiese indirizzate all’amministrazione durante il periodo di chiusura hanno riguardato il blocco della TOSAP, della TARI, i bonus affitto… ma a nessuno dei commercianti, pur essendo rimasti chiusi, è arrivata una risposta. “Per questo motivo, con la mia associazione cerco di ascoltare i cittadini e venire loro incontro, cercando di coinvolgere anche l’amministrazione. Uno degli obiettivi più importanti che ci siamo prefissati è la creazione di una piattaforma e-commerce circoscritta a Lariano per permette sia ai cittadini, ma anche ai paesi limitrofi di accedere a una vetrina tutta larianese. Ciò significa che ci sarà bisogno di corsi appositi per introdurre anche i commercianti di vecchio stampo all’utilizzo dei social e di internet”.
Le idee per valorizzare il commercio del paese sono tante, come ad esempio la creazione di una carta fedeltà da utilizzare nei nostri negozi, con vantaggi per gli acquirenti. Insomma, bisogna riportare i cittadini a Lariano che, nel suo piccolo, deve poter soddisfare la domanda degli abitanti e, perché no, diventare centro attrattivo per i paesi limitrofi.
Della stessa idea sono anche altri commercianti. Abbiamo fatto un giro per le strade di Lariano chiedendo a diversi imprenditori cosa pensassero della situazione. Le problematiche che sono state evidenziate, nonostante la diversità della categoria di coloro che sono stati ascoltati, sono comuni a tutti. Innanzitutto, lungo tutto il corso di Lariano non c’è una zona di scarico e questo rende particolarmente difficile tale manovra laddove non siano presenti parcheggi liberi; lo stesso discorso vale anche per gli stalli a strisce rosa per le donne in stato di gravidanza o con bambini piccoli. Tali aree di sosta, infatti, non sono presenti lungo Via Roma, nonostante la presenza anche di diversi negozi per bambini.
Altro punto critico è sicuramente la mancanza di pianificazione: in primis lungo tutto il corso ci sono diverse attività simili non solo per il tipo di attività, ma anche per ciò che offrono. Questo porta i commercianti a guadagnare di meno e i cittadini a cercare alternative fuori dai confini comunali.
“E’ una guerra tra poveri” ha dichiarato un commerciante che ha visto proliferare sulla sua stessa strada attività uguali o simili. “Noi piccoli commercianti siamo già soffocati dalla grande distribuzione, se anche il comune non ci aiuta dislocando le attività su tutto il territorio in modo da non danneggiare noi e chi arriva, non si potrà andare avanti” ha terminato.
Altro problema riguardante la dislocazione delle attività è relativo a tutti quei negozi che operano con il pubblico, ma che non si occupano di commercio in senso stretto. “Se vogliamo ravvivare il corso e la zona centrale di Lariano, questi locali dovrebbero essere affittati in prevalenza da attività che la sera possano accogliere e attirare persone anche da fuori e che possano diventare un punto di ritrovo per tutti. La zona, invece, pullula di attività che non hanno quest’attrazione e che forse potrebbero essere collocate in altre aree” ha spiegato un secondo commerciante.
Infine, altro punto toccato da un’altra commerciante è la mancanza di vigilanza: “Durante questo periodo di pandemia ci sono giorni in cui il corso sembra deserto. Mi capita spesso di chiudere il negozio e, nonostante io mi trovi in centro, di avere paura perché oltre a me non c’è nessun altro in strada, tantomeno la vigilanza. Se non ci sono abbastanza risorse, il comune potrebbe metterci a disposizione la vigilanza privata, quanto meno durante la sera”.
Nonostante qualche commerciante abbia ricevuto la visita degli Assessori Ferrante Carrante, Crocetta e dell’ex Presidente del Consiglio Comunale Caliciotti, i commercianti lamentano una generale mancanza di interesse da parte dell’amministrazione. “Noi vorremmo essere visitati regolarmente dall’amministrazione, in modo che quest’ultima possa rendersi conto delle nostre condizioni. Abbiamo creato dei gruppi inserendo la segreteria del Sindaco Caliciotti, con la quale comunichiamo ed esponiamo le nostre problematiche, ma vorremmo un approccio differente. Abbiamo bisogno di attenzione, soprattutto in questo periodo in cui diversi negozi sono rimasti chiusi anche per mesi interi”.
In generale, si registra una predisposizione al dialogo da parte dei commercianti che spesso, in mancanza d’altro, si sono adoperati per creare circuiti commerciali tipicamente larianesi, attraverso iniziative private: “Vorremmo più attenzione e più pianificazione da parte dell’amministrazione. Ci sarebbero moltissime buone idee per cercare di ravvivare il commercio a Lariano, tutte molto valide. Vorremmo che il Comune ci affianchi perché ora, come mai prima, ne abbiamo bisogno”.
Giorgia Gentili
