L’evento ha come obiettivo quello di riportare la musica ai ragazzi e i ragazzi alla musica, in ricordo di Matteo Cavola e donando all’AIL.
In occasione del “Dove sono finito – Lariano Music Festival” abbiamo intervistato Roberto Candidi, uno degli organizzatori dell’evento assieme a Fabio Romaggioli, Rossano Evangelisti e Attilio Pampena.
La chiacchierata è iniziata proprio da Matteo Cavola che verrà ricordato attraverso queste due serate di musica. “Matteo aveva un’anima sensibile e una voce straordinaria. La prima volta che abbiamo suonato insieme, lui si è unito ai ‘Big Stone’ perché l’allora cantante aveva degli impegni in quel periodo. Quando l’abbiamo ascoltato cantare siamo rimasti tutti sbalorditi per la sua bravura. Era il 2008, credo, e quella fu la prima volta che vide Matteo cantare con i ‘Big Stone’. Purtroppo, oggi chi ama la musica e cerca di dedicarcisi totalmente incontra diverse difficoltà. Mi sono reso conto, provandolo sulla mia pelle, che il lavoro di artista spesso non viene ritenuto una vera occupazione e le persone che ti circondano si aspettano sempre altro da te. Per chi ci crede e vuole continuare seguendo la propria passione è dura perché inevitabilmente si arriva a scontrarsi con chi non ha la stessa visione a riguardo, altrimenti bisogna accantonare tutto e reprimere quell’istinto” ha iniziato Roberto.
“Io credo che la musica sia una vera e propria opportunità, invece. Personalmente, attraverso questo mondo, ho scoperto la letteratura. La musica mi ha permesso di plasmare le mie emozioni, di trovare il mio centro. Proprio questo vorremmo per i ragazzi più giovani: metterli in contatto con un universo, ormai non troppo frequentato, per permettere loro di crescere e di comprendersi. Molti ragazzi hanno talento, ma non sanno di averlo o non lo affinano e questo è un vero peccato. Queste due serate di musica hanno lo scopo di riportare i giovani alla musica e la musica ai giovani, perché pensiamo che ce ne sia bisogno”.
Nell’intervista, Roberto ha fatto più volte riferimento alla musica d’autore e al blues, generi molto amati dall’amico Matteo, i quali caratterizzeranno il “Lariano Music Festival”. Attraverso la musica gli organizzatori dell’evento sono riusciti a fare grandi cose. Pochi mesi dopo la scomparsa di Matteo, sono stati raccolti circa 6.000 euro che sono stati destinati alla costruzione di un pozzo in Africa, mentre lo scorso anno sono stati raccolti abbastanza fondi per acquistare due computer, successivamente donati all’Istituto Comprensivo di Lariano.
Per quest’anno, è prevista una raccolta fondi a favore dell’AIL, l’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e mieloma. Saranno due serate in cui si concilieranno il ricordo di Matteo, la buona musica (il 17 luglio con i gruppi “iL dOnO” e “Respiro” e il 18 luglio con i “Big Stone”, i “Blues Shades” e i “Led Balloon”) e la solidarietà.
Giorgia Gentili
