Ritornata la tradizionale celebrazione al monumento ai Caduti, a piazza Garibaldi. Fontana tricolore a ricordare la giornata commemorativa
Lo scorso anno la Festa della Liberazione si svolse a piazza Garibaldi, presso il monumento ai Caduti, in forma dimessa, visto che la deposizione della corona d’alloro fu accompagnata presso la stele dal solo sindaco della città, Orlando Pocci. In quella occasione era in vigore su tutto il territorio nazionale le disposizioni governative che vietavano gli assembramenti di persone pubbliche o di semplici cittadini, visto che ci trovavamo in piena pandemia da Covid-19. Quest’anno si è ritornati alla tradizionale celebrazione. giunta alla 76a edizione, che ha visto nuovamente presenziare il gonfalone della città,decorato di Medaglia d’Argento al Valor Civile, le rappresentanze delle forze dell’ordine, i rappresentanti politici locali, le associazioni combattentistiche, la sezione veliterna dell’Anpi e pochi, pochi, cittadini comuni. Tommaso Leotta, storico speaker di questi importanti eventi pubblici, ha introdotto i vari passaggi della cerimonia che da lì a poco si sarebbe svolta, ricordando che “il 25 aprile 1945, ebbe a segnare la fine di una guerra non voluta e il ritorno della democrazia nel nostro Paese”.
Dopo la deposizione della corona d’alloro, ha preso la parola il sindaco Pocci. ricordando ai convenuti il “Tripudio di gioia si riversò nelle strade del tutto il Paese, la guerra era finita e si poteva guardare al futuro con rinnovata speranza…”. E ancora : “Ancora si riflette nel cuore dei ragazzi del 25 aprile 1945, oggi nostri genitori e nonni, la gioia di quel giorno, ce lo raccontava sempre Giuliano Aureli: quella passione civile, quel senso dell’impegno, della solidarietà che ha trasmesso a tanti giovani. Lo ringrazio ancora, con emozione, a nome di tutti. Detto questo, facente parte del discorso ufficiale, a braccio il primo cittadino ha ricordato gli ultimi accadimenti, quali la pandemia, ma soprattutto la tragedia che c’è stata davanti le coste libiche, dove hanno perso la vita circa 150 persone che stavano attraversando il mare mediterraneo per raggiungere la terra ferma europea, approdo di un futuro di vita che non ci sarà mai.
Spartaco Lamberti




