I Wolves sono Lorenzo Mancini (basso e contrabbasso), Daniele Manciocchi (sax, fisarmonica, synth, hammond), entrambi di Velletri e Fabiano Giovannelli (batteria). Il loro primo album “Immagini” (Forward Music Italy) è uscito nel luglio 2021
Il disco si apre con la prima traccia “Ballata dei migranti”, dagli echi mediterranei, arabeggianti e il rumore delle onde e si chiude con “Donnamare”, una ballata vorticosa nel mare interno dei sentimenti umani e affettivi. Come i contorni del mare non definibili i “Wolves” ci donano questo disco simile una conchiglia ricordo, dove accostandola all’orecchio possiamo riascoltare l’eco delle nostre memorie. Un viaggio sonoro che non ha paura né di definirsi né di etichettarsi, dal Jazz, al Rock, al Funky alla Fusion. Troviamo un kaleidoscopio di suoni in cui si riassapora la bellezza della Musica che non ha alcun contorno e sa creare tutte le immagini che il nostro cuore e occhi possono solo che accogliere. Un viaggio fatto di mare, deserti, echi lontani, scalinate a chiocciola, crisi interiori, amori e passioni. Un viaggio che come Alice, sì quella del Paese delle Meraviglie, possiamo fare a testa in giù o semplicemente chiudendo gli occhi e mettendo play.
“Immagini” è un album musicale privo di parole, prettamente strumentale che spazia dal jazz, al rock non tralasciando nessuna sfumatura. Se dovesse parlare per immagini, appunto, come lo definireste?
“Quello che abbiamo cercato di trasmettere è stato un viaggio sonoro in cui ogni ascoltatore potesse crearsi le proprie immagini, in base alla propria soggettiva percezione e fantasia. Per questo motivo i brani sono molto diversi tra loro: oltre all’aspetto musicale, la cosa importante per noi era raccontare le diverse realtà del nostro vissuto”.

“Immagini”, registrato nel 2020 in piena pandemia mondiale, è il vostro racconto in musica dei vostri viaggi, delle vostre esperienze in tour in giro per il mondo e ce ne regalate un piccolo pezzetto, come una cartolina da conservare. Raccontateci la genesi di questo lavoro.
“Sicuramente tutte le nostre esperienze artistiche, molto diverse fra loro, hanno portato ognuno di noi ad avere un’identità definita e diversa l’uno dall’altro. Con la pandemia abbiamo scoperto che il viaggio più importante è stato quello di rimanere a casa. E nello stare a casa dovevamo trovare il modo di starci bene e fare qualcosa che ci facesse stare bene. Abbiamo così iniziato a vederci, a lavorare sui brani, perché questo ci faceva stare bene”.
In un’epoca storica dove l’etichetta ne fa da padrona, dove si tende ad essere incastrati in un unico genere musicale, presentate un disco che spazia tra tutti i generi musicali e non incastonabile sotto nessun aspetto. Un gesto coraggioso, direi. Raccontaci questo aspetto.
“L’unico aspetto di cui abbiamo tenuto conto è stato quello di fare musica che ci piacesse suonare, cercando di essere il più onesti possibile con noi stessi senza pensare al mercato o all’essere etichettabili in un solo genere musicale”.
All’interno del disco troviamo un’unica cover, un omaggio al Maestro Ennio Morricone con “Il triello”, avete mai pensato ad un progetto legato appunto al mondo del cinema, di colonne sonore? Concedetemela chi tra voi è “Il Buono, il Brutto e il Cattivo”?
“Il nostro arrangiamento de Il Triello, è nato in maniera un po’ casuale. Volevamo fare un omaggio al M. Morricone e questo brano si inseriva perfettamente nel racconto dei nostri viaggi ma non abbiamo mai pensato ad un progetto legato alle colonne sonore. Diciamo che tra di noi, a turno siamo un po’ tutti e tre Il Buono, il Brutto e il Cattivo”.
Sette brani, sette giorni della settimana, sette vizi capitali, il sette è il numero della completezza. “Immagini” è un quadro completo? Cosa ci dobbiamo aspettare in futuro?
“Immagini non è un quadro completo è il nostro primo album. Abbiamo sicuramente ancora tanto da dire e abbiamo lasciato una buona parte bianca da riempire. Dal futuro sicuramente ci sarà da aspettarsi qualcosa di molto diverso perché avremo altre esperienze da mettere in musica e altri viaggi da raccontare”.
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Sofia Bucci
