Una lettera che Giorgia Meloni scrisse a Danilo Rossi all’epoca Ministro per la Gioventù
Un successo che sicuramente non dipende dagli errori di Letta

Caro Tosti,
Renzi Matteo, ex golden boy della politica italiana, sostiene che l’onorevole Giorgia Meloni deve il suo successo ai presunti sbagli dei Enrico Letta. Niente di più sciocco. La lettera riportata dimostra come l’onorevole Meloni, allora Ministro per la Gioventù, si sia sempre comportata con correttezza e serietà e abbia dimostrato di essere una gran lavoratrice. E’ rarissimo che un Ministro della Repubblica risponda e quasi si scusi per un mancato intervento. Segno di rispetto e signorilità. Ecco i requisiti che hanno fatto del suo impegno un successo politico.

La sua proposta politica è riuscita vincente. Il senatore Renzi, saudita di lungo corso, che è riuscito a farsi pagare profumatamente per un suo discorso very british con un inglese tipo Totò e Peppino a Milano “Excuse mi nu vulevam savuoar” apprenda dal Presidente del Consiglio in pectore i comportamenti civili. Il suo collega Calenda, che ha salvato Renzi dal disastro, ha detto che l’onorevole Meloni non ha la cultura necessaria per gestire il nostro Paese poiché non ha esperienze di azienda né titoli accademici. Egli ricordi il grande Blaise Pascal, che era un po’ più colto dell’ottimo Carlo. La sua citazione di Seneca “paucis opus est litteris ad bonam mentem” ossia “ad una mente retta non sono necessari titoli accademici”. Quindi tutti pazzi per Giorgia? No grazie!
Ma i fatti restano.
Danilo Rossi
