Le parole del direttore Massimo Tosti
Quando viene a mancare un amico è sempre un fatto traumatico, specie se si tratta di un evento inaspettato. Nel caso di Paolo, poi, entrano in ballo anni di frequentazione e di condivisione: diventa pressoché inimmaginabile il pensiero di non poterlo più incontrare, ascoltare o semplicemente alzare il braccio per salutarlo. La profonda amicizia che mi lega alla famiglia Grecco (il fratello Luigi, che è anche il mio cardiologo, e Paolo sono presenti nella mia vita da oltre 40 anni) non mi permette di scrivere queste righe in modo distaccato. Il solo pensiero di non poter essere più contagiato dal suo sorriso e dalle battute che ci scambiavamo, specialmente in riferimento alla fede politica, mi rattrista profondamente. Il suo modo di interpretare i rapporti umani gli ha consentito di conquistare il cuore di tantissime persone con molte delle quali era riuscito a stringere solide amicizie. Non è un caso se nella cattedrale di San Clemente fosse presente una folla immensa per tributargli l’estremo saluto. Tra i presenti, oltre agli amici di sempre, abbiamo potuto notare colleghi di lavoro, medici, farmacisti, personaggi del mondo della politica e delle istituzioni, personaggi del mondo dello sport, con in testa le tre sezioni della Federcaccia di Velletri e Lariano e, naturalmente, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri (il papà di Paolo era un maresciallo dei Carabinieri).
Un commosso abbraccio ai familiari di Paolo da tutta la Redazione de La Torre e, in particolare, dal direttore.
