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Guerra tra mafie albanesi a Velletri: si attende la sentenza del tribunale di Roma – Archivio La Torre Oggi

Guerra tra mafie albanesi a Velletri: si attende la sentenza del tribunale di Roma

Scritto da:

Gabriele Romagnoli

Pubblicato il:

BlogCronaca

Sentenza per le due bande albanesi che per diversi anni hanno fatto di Velletri zona di guerra tra sparatorie, narcotraffico e attentati omicidi.

di Gabriele Romagnoli

Le bande in questione sono quelle capitanate da Ermal Arapaj ed Elvis Demce, pupillo di Fabrizio Picistrelli (detto anche “Diabolik”, noto ultras della Lazio convertitosi alla vita criminosa romana e ucciso in un agguato nel 2019).

Le due famiglie sono note alle forze dell’ordine ormai da tempo, tanto note da entrare addirittura nel rapporto dell’ex presidente della regione Nicola Zingaretti, “Le Mafie nel Lazio”, il quale definisce proprio con il termine “guerra” il perpetuo e reiterato scontro tra le due famiglie sul territorio di Velletri.

Queste le parole introduttive di Zingaretti che affermano la concretezza e la gravità del fenomeno che però, finalmente, sembra essere sotto controllo almeno localmente: “La criminalità albanese è tra le più complesse e articolate espressioni nello scenario della criminalità straniera in Italia. I malviventi albanesi presenti su gran parte del territorio nazionale dimostrano tipologie organizzative e operative fra loro differenti…operanti secondo modalità simili a quelle delle “mafie tipiche ”.

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Per ora sembrerebbe che solo una delle due bande, quella di Demce (che tra l’altro è stato più volte arrestato per reati associativi connessi al traffico di droga) è imputabile come organizzazione di stampo mafioso. Quest’ultima gestiva un solido mercato di droga e riscuoteva crediti con metodi violenti.

Una solida mafia radicata nel territorio castellano che da anni portava avanti regolazioni di conti e scontri sanguinari con l’altra fazione capitanata da Arapaj. Per fortuna, il controllo serrato dei Carabinieri di Velletri e Frascati, ha sempre evitato che certe situazioni potesse degenerare in stragi o efferati omicidi.

Infatti Il rapporto della Regione ha voluto dare particolare peso al modus operandi violento che è alla base delle organizzazioni: “L’uso indiscriminato della violenza è una caratteristica di tali sodalizi sia per quel che concerne la composizione di faide interne legate alla gestione del mercato della droga, sia quale mezzo di intimidazione e di assoggettamento

Volendo guardare a ritroso la narrazione degli eventi osserviamo come ad accendere gli animi tra le due famiglie fu, ai tempi, il comportamento di Arapaj. Infatti mentre Demce era in carcere, la banda di Arapaj, si sarebbe appropriata dei suoi territori e piazze di spaccio.

Anche la banda di Arapaj infatti gestiva un intenso traffico di droga. La cocaina arrivava sia dalla Colombia sia dal Belgio per poi essere smerciata per tutti i Castelli.

 A quel punto Demce, per riappropriarsi del territorio, ha attentato, tramite i suoi uomini, alla vita di Arapaj, senza però successo. Non soddisfatto Demce ha tentato allora un altro colpo appiccando un incendio alla villa di Arapaj il 5 settembre 2020 a Velletri.

A questa altezza, il 18 gennaio del 2022, è dunque scattata l’operazione dei carabinieri del gruppo di Frascati, coordinati dai sostituti procuratori della DDA di Roma Nadia Plastina Francesco Cascini e Francesco Minisci e i Carabinieri di Velletri che hanno portato all’attesa sentenza di oggi.

Si attende dunque l’esito della sentenza. Riporteremo gli aggiornamenti.