Si va aggravando la minaccia del disboscamento sul monte Artemisio, gravi i problemi ambientali che ne potrebbero derivare. Le parole del Consigliere Carlo Quaglia al Consiglio Comunale: “solleciterò un’interrogazione parlamentare, per poi interessare l’ISPRA”
È grave la situazione ambientale dell’eterno monte che per secoli ha vegliato sulla nostra cittadina: l’Artemisio. Vittima quest’ultimo di un feroce disboscamento e conseguenti dissesti ambientali. Sembrerebbero anche infatti danneggiati alcuni serbatoi naturali d’acqua e segnalati spostamenti di rocce da una zona all’altra, segno forse di un dissestamento del terreno causato dal disboscamento stesso. Disboscamento che infatti, attuato soprattutto nei confronti delle querce (meno tutelate degli accordi dopo le concessioni e bandi da parte del Comune di Velletri) sarebbe stato attuato in maniera più intensa, per un periodò maggiore a quello stabilito (ed in periodi nei quali non si sarebbe dovuto procedere con i tagli) ed in oltre in maniera erronea, mettendo a rischio il normale sviluppo nel tempo della flora locale: non sarebbero infatti state risparmiate neanche molte matricine (in selvicoltura, la matricina, è un albero che nei boschi cedui viene risparmiato durante il taglio e si alleva ad alto fusto per favorire il rinnovamento del bosco e sostituire le ceppaie più vecchie).

Non si tratta di un disastro rilevato da complicati studi e rilievi da parte di esperti (che a breve saranno svolti) ma da evidenti immagini a tutti facilmente visibili, tramite occhio nudo o tramite Google Maps, di ampie zone della macchia boschiva prive di alberi e dunque di bellezza e benessere per il territorio.
Problema questo che ormai da anni si trascina inascoltato e che ora trova voce nel Consiglio comunale di Velletri tramite il consigliere di maggioranza Carlo Quaglia che con fermezza ha riportato la cruda realtà dei fatti. Il consigliere ha voluto in primis ricordare come l’intera area fosse “zona con vincolo paesaggistico, idrogeologico, nonché sito di interesse comunitario (SIC) e Parco dei Castelli Romani, con regole ferree da rispettare” e “che negli anni duemila è diventato sito di interesse comunitario, cosa che prescrive di rispettare regole molto particolari”.
Arriva dunque la “volontà di un esposto dettagliato alle autorità competenti”, al fine di verificare quali siano le effettive problematiche ambientali. Oltre a ciò ha annunciato che “solleciterò un’interrogazione parlamentare, per poi interessare l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)”. Il tutto probabilmente coadiuvato da una commissione apposita.
Ricorda dunque che la zona boschiva interessata è stata data in gestione nel 2018 tramite accordi economici e quindi di controllo dal Comune di Velletri, accordi che però furono attuati solo sul castagno ceduo, lasciando fuori querce e altre piante vittime prime del bracconaggio (e lasciate quindi fuori dal conteggio annuo che ora andrà ricostruito dopo che una prima impressione ne ha costatato un taglio massiccio). Vi sarebbero in oltre strade che sarebbero passate da trattorabile (2,5 metri) a percorribili (1 metri), spostamenti di sassi e danneggiamento di falde acquifere.
Di fronte a tutto questo sono state elevate ammende e sanzioni amministrative, sanzioni quelle rilevate consiglio che sono dunque ora al vaglio delle autorità competenti.
Gabriele Romagnoli
