Il Capogruppo del PD, Mauro Leoni, rivendica il ruolo primario della politica e sull’argomento Priori critica consiglieri che hanno attaccato l’operato dei loro assessori e messo in discussione il proprio sindaco
Questa amministrazione sarà tanto più fonte quanto più riuscirà a trattare gli argomenti attraverso quel confronto fra pensieri eterogenei, con quella capacità di sintesi tipica e valore aggiunto per chi governa.
Visto il Consiglio passato, come descrive la sua posizione nei confronti di Priori?
“La mia di posizione è la posizione da capogruppo del PD, che non può e poteva essere rilegata in maniera semplicistica all’argomento Priori, ma piuttosto richiamato al ruolo politico ricoperto ed assunto nei confronti di una maggioranza che governa la Città
Un capogruppo, e ne tantomeno un consigliere di maggioranza, penso che non possono andare in consiglio comunale ed attaccare l’operato dei loro assessori, come non possono mettere in discussione il proprio sindaco, ma ripeto forse sono io stato educato politicamente in maniera errata!

Inoltre la posizione assunta, scaturisce da confronti avuti all’interno del Gruppo Consigliare, dove sicuramente sono emerse criticità a vari livelli, ma dove sono anche emersi i contenuti del documento presentato a Novembre dalle opposizioni.
Una richiesta politicamente inaccettabile, non supportata dalla normativa vigente, strumentale e mirata soltanto a fare l’ennesimo polverone.
Che le deleghe non possano essere ritirate in consiglio comunale, e per di più richieste ai consiglieri, significa non conoscere né il T.U.E.L. né il regolamento comunale.
L’art. lo. 42 comma 3 del regolamento, recita chiaro:
‘’Il consiglio, nei modi disciplinati dallo statuto, partecipa altresì alla definizione, all’adeguamento e alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco o del presidente della provincia e dei singoli assessori” ma non prevede la rimozione delle deleghe, questo, spetta a chi le ha date, cioè il Sindaco.
La maggioranza tutta anche se con posizioni critiche in alcuni momenti, ha voluto responsabilmente rispettare le normative e dare un segnale di compattezza intorno al Sindaco Orlando Pocci”.
Per onestà intellettuale, quello di ieri è stato un processo o una discussione?
“Esprimo un personale pensiero, che difendo fortemente da un punto di vista politico. Non ho gradito l’impostazione che alcuni colleghi hanno voluto dare nell’aula del consiglio comunale. Da un punto di vista formale, nel rispetto della Politica, io vengo da una scuola che mi ha insegnato sistematicamente che le dinamiche che riguardano il buon funzionamento di un apparato vanno ricercate nelle aule competenti, fino all’estremo della pazienza politica.
Difendo questo principio, convinto che il contrario, provocherebbe il venir meno al rispetto ai luoghi deputati alla discussione prima di ogni consiglio comunale.
Ognuno può esporre il proprio pensiero, ma quando si sta in un contenitore si deve riuscire a far sintesi dei vari pensieri, per poi diventare funzionale al ruolo che si ricopre.
Ragionamento e sintesi nei luoghi deputati, sono sempre utili alle discussioni in Consiglio comunale riuscendo ad indebolire attacchi strumentali come nel caso del consiglio svolto il 9 Marzo.”
Pensa che il consiglio straordinario sia stato utile? È soddisfatto del risultato, vista la metafora calcistica adottata anche dal sindaco?
“Sono un appassionato di metafore. Vi trovo la possibilità concreta di esprimere un pensiero.
Alcune metafore di ieri mi hanno lasciato con l’amaro in bocca, quasi interdetto. È fondamentale però capire il risultato del consiglio, cioè un risultato importante, dove tutti i miei colleghi hanno fatto sì che il Sindaco potesse uscire forte di una maggioranza che lo sostiene. Questo è l’elemento che mostra la positività della giornata di ieri”.
Sono state mosse critiche all’amministrazione, è giusto giudicarla in questo momento storico?
“Per onestà intellettuale, i cittadini devono sapere che all’inizio di questi due anni e mezzo quest’amministrazione ha iniziato con una salita, molto ripida, il percorso per governare la città. Una salita, purtroppo, legata a vicende che avevano ben poco di politico, che hanno impegnato l’amministrazione in giochi e scaramucce sulle quali non entrerò nel merito perché ogni cosa è agli atti, ed è storia passata.
Superato questo periodo si è iniziato a governare seriamente. Ma siamo stati sorpresi dalla pandemia, che ha portato ad una rivoluzione strutturale e comportamentale profonda e improvvisa. Questi non sono stati certo elementi che hanno aiutato chi deve governare una città complessa come Velletri.
È ingeneroso dire che quest’amministrazione non sta lavorando. I cantieri in giro ne sono la prova, gli uffici stanno lavorando a progetti importanti. Alcuni sono in progress negli uffici di competenza, a tal riguardo forse una comunicazione più efficace, aiuterebbe tutti.
Qualcuno cerca di far passare un messaggio distruttivo nei confronti di chi governa da 2 anni e mezzo e non da dieci!
Un governo della Città dove ogni mese arriva il conto delle cose fatte, richiamati al solito ritornello delle cose fatte nel passato.
Forse sarebbe utile fare un piccolo esercizio di memoria, e perciò prendere atto che tante cose fatte nel passato, hanno avuto una grande spinta emotiva e finanziaria legata al P.L.U.S, progetto che ha portato nelle casse Comunali di ben 14’0000’000 di euro.
Averli oggi renderebbe più facile pianificazione e sviluppo della città
Sono convinto che alla fine di questa consigliatura, nonostante lo scetticismo, la pandemia, ed una crisi economica mai vissuta, comunque questa amministrazione riuscirà a dimostrare capacità di governo e di pianificazione per azioni importanti per la città”.
Ascenzio Maria La Rocca
