Ospite alla rubrica dedicata ai “combattenti del cinema”, Davide Fontana ha potuto narrare la sua storia fatta di grandi esperienze e avventure
“Sono cresciuto a pane e cinema. Ho vissuto tutte le fasi delle sale cinematografiche; dalla pellicola al digitale. Ho visto i momenti più belli del cinema, ma anche quelli più brutti.”
Intervistato, Davide Fontana si è lasciato andare al passato, raccontando un episodio davvero toccante:
Vent’anni fa, quando al cinema fiamma c’erano ancora mia madre e mio padre, c’era un clochard che, perso nella dipendenza dall’alcool, era solito girovagare per la città. Mio padre una sera lo portò a casa con lui, se ne prese cura, lo ospitò come parte della famiglia e gli regalò una vita fuori dalla strada. Quest’uomo non ha più toccato una goccia d’alcol, e si è riavvicinato alla famiglia; diventando anche nonno.
Un atto simbolico – racconta Davide– è quello accaduto la scorsa settimana. Quando per iniziativa della mia amica Stefana Rifiordi e di varie onlus, nelle stazioni di Napoli, Milano e Roma sono state messe 30 poltrone da cinema ed è avvenuta la proiezione del film “Senza tetto né legge”. Un atto simbolico, ma è stato come mettere gli occhi e il cuore dentro un mondo che diamo per scontato: ma che non dovrebbe essere tale.
Adesso con la pandemia, si è creata una nuova classe di poveri, che lo Stato dovrà aiutare.
La pandemia ha creato problemi per i quali ci vorranno anni per sanare; adesso vedremo dopo lo sblocco dei licenziamenti.
Il direttore dell’Augustus ha raccontato delle chiusure subìte, delle riaperture ottimiste, dei progetti col cine-drive e degli ospiti speciali. Una vera e propria narrazione del cinema come business, ma business di cultura.
Ha parlato di UECI, un’associazione di esercenti cinematografici che in poco tempo è arrivata ai tavoli ministeriali e a confronto con i grandi gruppi del settore: Abbiamo sempre portato avanti proposte vere e giusti per gli esercenti. Catturando l’attenzione di più di 500 schermi in Italia.
Ha raccontato delle sfide dettate dalle piattaforme digitali, dicendo di come la comodità della casa non riuscirà a battere la passione per la sala come “focolare” (come Davide sottolinea sempre) moderno.
Ascenzio Maria La Rocca
