orus casinobodogruletaluckiabetanosportiumspin casinostakes3 reyes888lottolandcoolbet777 casinogana777betfairbwinyak casinoivy casinooddscheckerred casinonetbetwilliam hillvip casinorey casinomarathonbetdafabetsol casino1betwinlandbet777parimatch18bet888casinocampobetmostbetganabetrushbetbetcrisbetssonluckynovibetwinnerwinpotbetmasterbetmexicocancunplaycitystrenduspokerstarscoderecalientefun88bbrbet1win10betbetwaypin upspinbet7cslotpickwinspin betmr fortunew88pragmaticgamdomcrasherjojobetbetmexbcasinofoliattiwinner mxbets 10big bolabet masterinbet7slotslucky daym777mexplayluckydaysbet caliente1xplinko

Concluso il “Dove sono finito – Lariano Music Festival” – Archivio La Torre Oggi

Concluso il “Dove sono finito – Lariano Music Festival”

Scritto da:

Redazione

Pubblicato il:

BlogCultura, Eventi

Ennesima tappa di una ricchissima Estate Larianese

Si è tenuto presso la Polifunzionale “Tiberio Bartoli” il “Dove sono finito – Lariano Music Festival”, evento che era stato inizialmente fissato al 18 luglio, ma che a causa del maltempo è stato rimandato al 4 settembre.  

La serata è stata presentata da Natalino Ascenzi, presidente della Free Events, il quale ha anticipato che sul palco si sarebbero susseguite sue band: una, “iL dOno”, di Velletri, con un suono crudo e viscerale, formata da Andrea Fatale, Daniele Cedroni, Paolo Di Cori e Riccardo Marinelli; l’altra, “Respiro”, salentina, più orientata verso toni elettronici, formata da Francesco Del Prete e Lara Ingrosso. È stato poi ricordata la possibilità di donare, durante l’evento in memoria di Matteo Cavola, a favore dell’AIL.

I “Respiro”

La prima band a salire sul palco è stata quella dei “Respiro”, un duo pop-elettronico che ha fuso tastiera, sintetizzatore, effetti e percussioni assieme alla voce di Arale e al violino elettronico del maestro Del Prete. Il duo ha proposto al pubblico brani provenienti soprattutto dall’ultimo disco, ma non sono mancati anche brani più vecchi e due tributi a Caparezza. Le canzoni in scaletta trattavano temi sociali: il lavoro, il mondo LGBT+, la società in molte delle sue sfaccettature. 

A fine esibizione tra il silenzio dei presenti è stata riascoltata “Dove Sono Finito”, canzone di Matteo Cavola nata, come spiegherà successivamente Attilio Pampena, da quel senso di spaesamento provato dall’autore del brano e dalla sua cerchia di amici. 

Tornato sul palco, Natalino Ascenzi ha posto delle domande agli organizzatori dell’evento. Fabio Romaggioli ha parlato dei risultati della prima edizione del festival: “Lo scorso anno, con i fondi raccolti, siamo riusciti a donare tre computer all’Istituto Comprensivo di Lariano, consegnati nel mese di aprile alla Dirigente Patrizia Fiaschetti. Quest’anno abbiamo deciso di prestarci per l’AIL. La serata del 17 luglio che si è tenuta a La Paneria doveva essere un assaggio di quella successiva, la quale è invece saltata a causa del maltempo. È stato un evento molto intimo, dedicato al blues, passione di Matteo e nostra. Anche in quell’occasione abbiamo raccolto un piccolo gruzzolo che verrà devoluto all’AIL”. 

Attilio Pampena ha spiegato come nasce il festival: “’Dove Sono Finito’ è il brano di Matteo che abbiamo appena ascoltato. Eravamo giovanissimi quando abbiamo iniziato a scrivere insieme delle canzoni e lui, mi ricordo, un giorno manifestò questo senso di sgomento, di non capire cosa stessimo facendo e dove stessimo andando. Abbiamo scelto quella sensazione che lui ci ha lasciato per farlo diventare un posto in cui metterci a disposizione e fare qualcosa di buono per il contesto musicale locale”.  

Natalino Ascenzi, Fabrizio Ferrante Carrante, Attilio Pampena, Roberto Candidi, Rossano Evangelisti e Fabio Romaggioli

Roberto Candidi si è legato alle parole di Attilio Pampena per rispondere alla domanda riguardante gli obiettivi futuri del festival: “La nostra generazione aveva dei posti dove andare, ma questi luoghi sono venuti a mancare col tempo. I giovani di oggi non hanno posti dove andare e non hanno la possibilità di esprimere loro stessi e le loro diversità. Dobbiamo abituarci a vedere nelle prossime rassegne la differenza, l’innovazione, perché è giusto che i giovani crescano e che lo facciano seguendo i propri modi di esprimersi. L’obiettivo è quindi dare spazio a chi ha qualcosa da dire e permettergli di dirlo come meglio crede”. 

Presente sul palco anche l’Assessore Fabrizio Ferrante Carrante: “Siamo soddisfatti e orgogliosi di questo evento che è alla seconda edizione e sta prendendo piede. Questa è una musica particolare, ma che con il passare degli anni troverà molto spazio. Per quanto concerne l’Amministrazione sarà sempre favorevole a queste iniziative”. L’Assessore ha poi omaggiato gli organizzatori della serata con una targa, in ricordo della serata. 

“iL dOnO”

Volevo ringraziare Fabrizio che ci ha seguito per tutto il difficoltoso iter per la realizzazione di questo evento. Il Comune ha fatto sì che avessimo a disposizione il service, ci ha permesso l’esenzione del pagamento della SIAE e ha anche dato un piccolo rimborso spese alle band. Tutto questo ci ha alleggerito e peraltro significa che tutto quello che raccoglieremo sarà devoluto totalmente in beneficenza, senza dover sottrarre le spese di servizio” ha concluso Roberto Candidi, ringraziando l’Amministrazione. 

Presente sul palco anche l’organizzatore Rossano Evangelisti, definito da Fabio Romaggioli “silenzioso per scelta” e “colonna portante” del gruppo.  

Nella seconda metà della serata sono saliti sul palco i ragazzi de “iL dOno”, band di velletri con oltre venti anni di attività. Si sono che si sono esibiti in pezzi indie rock/alternative e a loro si è unito per gli ultimi pezzi anche Attilio Pampena. 

Giorgia Gentili