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Claudio Leoni presenta il suo ultimo libro “La nuvola delle cose abbandonate” – Archivio La Torre Oggi

Claudio Leoni presenta il suo ultimo libro “La nuvola delle cose abbandonate”

Scritto da:

Redazione

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BlogCultura

Una favola  sull’importanza dell’educazione ambientale

Foto di Sofia Bucci

La nuvola delle cose abbandonate (edizioni Efesto) è l’ultimo libro di Claudio Leoni, uscito nel maggio 2021. Una fiaba per tutte le età sull’importanza della salvaguardia e dell’educazione ambientale. Un libro ricco di illustrazioni, curate dalla disegnatrice Giovanna Tolomeo. Protagonista una famiglia come tante, una famiglia “normale” che agisce senza pensare alle conseguenze delle sue azioni, abbandonando ovunque tutti i loro rifiuti, grandi e piccoli. Ma la Terra ascolta e si ribella.

Nella prima pagina del libro troviamo un trafiletto delle “Città invisibili” di Italo Calvino. Se Marco Polo visitasse questa città di cui parli, come la definirebbe al Kublai Kan?

Italo Calvino descrive le città invisibili come un assurdo, come un incubo notturno. Siamo nel 1974 e il bello doveva ancora arrivare! Leonia, una delle città, è soffocata dai rifiuti e i suoi cittadini non fanno altro che acquistare e gettar via senza un attimo di respiro o di riflessione o ripensamento e senza vedere il panorama di pattume che li circonda. Cosa avrebbe descritto Marco Polo al Kublai Kan? Avrebbe mentito spudoratamente, descrivendo giardini verdeggianti, acque limpidissime e persone magnificamente responsabili. In fondo, perché togliere il sonno a quell’illuminato sovrano?

“La nuvola delle cose abbandonate” è un libro pieno di illustrazioni curate da Giovanna Tolomeo. Com’è nato questo connubio e il lavoro è stato fatto di pari passo col testo o hai consegnato il tutto pronto all’illustratrice?

Quando mi hanno presentato Giovanna Tolomeo ho avuto subito l’impressione che fosse una persona intellettualmente onesta poiché voleva comprendere, per prima cosa, se il lavoro fosse aderente alle sue convinzioni e cioè l’amore incondizionato per l’Ambiente e la Natura! Stabilito questo punto siamo andati avanti in perfetto accordo. Giovanna ha letto il testo e lo ha interpretato in maniera assolutamente libera, dando forma a luoghi e personaggi secondo la sua sensibilità e le sue inclinazioni. Anche per me è stato interessante scoprire il mondo che avevo immaginato e che ho visto davvero quando le illustrazioni hanno preso vita!

 I protagonisti del libro non hanno nomi propri ma nomignoli come Papi, Mammina, PiccoloPrincipe e PiccolaPrincipessa. Come mai questa scelta?

 “I due bambini infatti si chiamano Piccoloprincipe e Piccolaprincipessa e a prima vista potrebbe sembrare una cosa carina e gentile, ma questi vezzeggiativi nascondono un’insidia e caratterizzano i genitori che usano tali nomi. Nominare qualcuno Principe o Principessa ci fa comprendere il sistema educativo di questa famigliola: in fondo ai Sovrani non si può negare niente e non si possono dare regole anche severe e meno che mai punizioni! I nomi lasciano intravvedere una certa irresponsabilità che poi è esattamente quella dei genitori, anche loro privi di nomi ma solo di nomignoli. Ho pensato che questi personaggi, il nome proprio, proprio non lo meritassero!

 Nella totale mancanza di rispetto verso l’ambiente e la natura, nella maleducazione espressa nelle sue peggiori forme, gesti come abbandonare materassi ed elettrodomestici diventano normalità e consuetudine. Ricordiamo come spesso ci imbattiamo in veri e propri spazi monumentali di immondizia nei nostri territori. Un libro che nasce per bambini e ragazzi, ma direi soprattutto per adulti. Per un’educazione ambientale, cos’è che manca e cosa possiamo fare?

Sinceramente cosa possiamo fare non lo so. A me sembra che questo tempo sia il tempo del narcisismo sfrenato. Sembra che ognuno sia attaccato a uno specchio e guardi solo e sempre la propria immagine riflessa senza mai lanciare uno sguardo intorno per vedere se c’è qualcuno magari da aiutare o semplicemente da rispettare. Pensiamo a noi, ai nostri bisogni, al nostro piacere, comodità, interesse. Se quindi devo liberarmi di una bottiglia, la cosa più comoda è aprire il finestrino e lanciarla. Lo specchio non riflette la plastica che si disfa e inquina terra e animali per qualche centinaio di anni, ma solo la mia macchina libera e pulita. È solo un esempio, ma è quello che succede quando si urla al telefono in un vagone del treno, quando si occupa il posto di un disabile, quando non si rilascia uno scontrino o non si rispetta una fila. Il Narciso che è in noi, vince. Per ora!

Mentre i protagonisti continuano non curanti a inondare il mondo di immondizia, compare un personaggio Mangiaterra. Vorrei ne parlassi te, cosa ti ha ispirato?

È vero. L’unico che ha un nome è Mangiaterra e lo ha perché il nome rappresenta la persona, il suo agire nel mondo e, in ultima analisi, la sua responsabilità. Mangiaterra è un essere positivo, è un uomo che non dimentica il pianeta dove vive. A pensarci bene Mangiaterra potrebbe essere ognuno di noi se non dimenticassimo che il cibo, l’aria e l’acqua proprio dalla Terra vengono! Il personaggio è quello che nelle fiabe deve superare la prova e condurre la storia verso il lieto fine servendosi spesso di un aiuto inaspettato. In questo caso l’aiuto arriva proprio dalla Terra che pone sulla testa della gente il prodotto della loro superficialità e del loro egoismo“.

 Ad un certo punto nel racconto c’è una svolta. Il cielo si abbassa e quelle che sembrano nuvole sono in realtà ammassi di immondizia che iniziano a cadere giù come pioggia. È questa l’apocalisse che ci attende? Ma soprattutto dobbiamo stare veramente attenti alla lavatrice volante?

Dovremmo stare attentissimi alla lavatrice volante perché, se nella storia questo ingombrante elettrodomestico si vede e fa paura, nella nostra reale vita quotidiana non appare mai in questa veste- Preferisce celarsi nell’alluvione improvviso e devastante, nell’incendio siberiano sostenuto da un caldo africano, dalla scomparsa di neve e ghiacciai. Insomma la lavatrice volante rappresenta il   pericolo che incombe sulle nostre teste e che non riusciamo, o meglio, non vogliamo vedere. L’apocalisse biblica è improvvisa e inarrestabile. Quella che noi stessi stiamo preparando si muove lentamente e sembra dar tempo all’umanità di assumere provvedimenti necessari. Li prenderemo? Spero di sì anche perché non vorrei uscire di casa, sapendo che un elettrodomestico qualunque stia per piombarmi tra capo e collo“!     

Sofia Bucci

Claudio Leoni (12 Maggio 1951, Velletri – Professore di Lettere e scrittore con all’attivo quattro pubblicazioni: La nuvola delle cose abbandonate (Edizioni Efesto – 2021), Re, Regine e Regioni. Sentieri di-versi in giro per L’italia (Edizioni Efesto 2019), La grande guerra di Achille. Storia di un analfabeta ( Edizioni Efesto, 2017), Le uova del re. Sei spettacoli teatrali (Era Nuova, 1996)