Nuova udienza sul caso di Lavinia Montebove. Ancora in piedi l’aspetto che riguarda le spese sanitarie future non coperte dalla Asl
Lunedì 14 novembre si è tenuta la nuova udienza per il caso di Lavinia Montebove: in aula due testimoni portati dalla difesa.
L’udienza, molto tecnica, ha girato intorno a due questioni principali: il tipo di assistenza che riceve ad oggi Lavinia e la polizza dell’asilo.

Come ha spiegato l’avv. Cristina Spagnolo fuori dall’aula, Lavinia ha bisogno di un’assistenza h24, poiché è assistita anche nella respirazione. Ad oggi la Asl garantisce un’assistenza giornaliera di 12 ore, principalmente durante il giorno, come ha anche dichiarato la dottoressa responsabile del servizio di assistenza sanitaria della Asl, chiamata a testimoniare.
Le altre 12 ore di assistenza invece sono totalmente a carico della famiglia. Le 12 ore di assistenza previste sono date dal fatto che, come ha spiegato in aula la teste, nel 2019, anno in cui Lavinia è stata dimessa dall’ospedale, c’erano in essere dei protocolli che limitavano l’entità dell’assistenza domiciliare.
Anche il papà di Lavinia, Massimo Montebove, fuori dall’aula ha sottolineato questo punto: “Fino a qualche anno fa l’assistenza domiciliare era h24, poi la Regione ha modificato i protocolli per mancanza di fondi e le ore si sono ridotte. A questo si sono poi aggiunti i due anni di covid che hanno portato problematiche come la mancanza di personale e problemi nei turni”.

Il secondo teste intervenuto in aula era invece un liquidatore della Sara assicurazioni, la compagnia che assicura la responsabilità civile dell’asilo. Il teste in aula ha spiegato che la pratica non è stata istruita perché, a seguito della denuncia da parte della maestra, non è stata inviata la documentazione integrativa richiesta dalla compagnia assicurativa.
L’avvocato Spagnolo ha tenuto a precisare che nella fase immediatamente successiva al sinistro, le parti civili hanno appreso i dati della polizza che assicurava il veicolo attraverso la Polizia stradale di Albano e si sono così mossi per il risarcimento nei confronti di quest’ultima compagnia assicurativa, mentre soltanto nei mesi scorsi sono venuti a conoscenza della polizza che assicurava l’asilo.
I genitori della bimba hanno perciò finora ricevuto un risarcimento parziale dall’assicurazione del veicolo. “Abbiamo ancora in piedi l’aspetto che riguarda le spese sanitarie future che dovrà sostenere la famiglia per Lavinia che non sono coperte dalla Asl” spiega l’avvocato Spagnolo.
La questione si fa ancora più “complicata” poiché per un caso come quello di Lavinia è difficile determinare l’aspettativa di vita della bambina.
La prossima udienza si terrà lunedì 12 dicembre e verranno ascoltati gli ultimi due teste della difesa.
Martina Angeloni
