Siamo ormai nel vivo del nuovo DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte, che esplicita nuove restrizioni per il contenimento del COVID-19, visto che una seconda ondata di contagi, prevista già dai virologi mesi orsono, si sarebbe certamente presentata. Certo che forse nessuno si sarebbe aspettato che la seconda ondata sarebbe stata più forte della prima e i numeri delle settimane precedenti hanno visto un crescendo di casi da circa 10mila fino a quasi 32mila giornalieri.
Le misure del nuovo DPCM prevedono infatti diverse restrizioni a seconda del “colore” della regione: infatti le regioni sono state etichettate con tre colori quali rosso, arancione e giallo. Il rosso sta ad indicare un grado di criticità più alto, l’arancione un grado di criticità medio-alto e il giallo, che va a sostituire il verde per non dare l’errato messaggio di mancanza di pericolo, e che prevede restrizioni più moderate rispetto alle altre due.
Oltre al rigoroso rispetto delle normative contro la diffusione del virus, noi cittadini possiamo fare qualcosa di non obbligatorio certamente, ma utilissimo nel combattere questo nemico invisibile.
In Italia infatti il 93% della popolazione possiede uno smartphone sul quale è possibile installare gratuitamente un’applicazione: Immuni. Tale applicazione consente di avvertire, tramite dei codici Bluetooth, un’altra persona che ha anch’essa scaricato l’app Immuni, nel caso si presentasse un caso di positività nel primo soggetto. 
Ma come funziona l’applicazione? Supponiamo di avere due soggetti, Filippo e Michele, che sono persone totalmente sconosciute fra loro e casualmente si trovano nello stesso posto per una determinata durata di tempo. I due hanno entrambi installato sul proprio cellulare Immuni che durante il loro casuale incontro, l’app sta scambiando tra i cellulari tramite Bluetooth un codice totalmente casuale che permette di determinare la durata dell’incontro e in base alla potenza del segnale del codice trasmesso, anche la vicinanza dei due soggetti citati. Nel caso in cui Filippo risulti poi positivo, l’applicazione comunicherà alle persone con cui è stato a contatto, tra cui Michele, la sua positività al virus, permettendo ai soggetti interessati di agire evitando un ulteriore diffusione del COVID-19.
E’ necessario inoltre specificare che il tutto avviene in modo totalmente anonimo e che l’applicazione non tiene traccia dei tuoi spostamenti, non condivide i tuoi dati e i codici, che vengono oltretutto cifrati, variano ogni ora e sono totalmente casuali.
L’applicazione infine, agisce in background, permettendo di usare altre app in contemporanea ad essa, non consuma in fretta la batteria in quanto utilizza un Bluetooth Low Energy ma che richiede la connessione almeno una volta al giorno ad Internet e il Bluetooth deve rimanere costantemente acceso, anche se si utilizza la modalità aereo.
Per informazioni più dettagliate è possibile visitare il sito dell’applicazione stesso: www.immuni.italia.it
In conclusione possiamo dire che l’applicazione gestita dal governo è uno strumento alla portata di tutti che può permetterci, se utilizzato da tutti e correttamente, di contenere e limitare i ripetuti attacchi di un virus che non sembra andarsene più.
