Sabrina Verri sull’impegno dei giovani contro la discriminazione della figura femminile

Sant’Eurosia
Sabrina Verri, Consigliera Comunale di Lariano, ha risposto alle domande de La Torre esprimendosi su alcuni temi che stanno particolarmente a cuore dei cittadini. La Consigliera tempo fa aveva provveduto all’istallazione in Piazza Sant’Eurosia di una panchina rossa, in memoria delle donne vittime di violenza e, in particolare, di Desiree Mariottini la giovane uccisa nel quartiere San Lorenzo di Roma. Per l’occasione del 25 novembre, in veste di professoressa, Sabrina Verri ci spiega il progetto condotto dalla sua classe dell’Istituto Tecnico G. Vallauri di Velletri e, infine, proprio alla luce degli ultimi avvenimenti presso il Comune di Lariano, la Consigliera si esprime anche in tema di tecnologia e salute.
Lei ha presentato una mozione, datata 23 novembre, che sarà discussa nel prossimo Consiglio Comunale. Questa mozione sollecita l’adozione di un Codice di condotta contro le molestie sessuali, morali, psicologiche e le discriminazioni. Quali sono le principali differenze tra il regolamento vigente e il codice che lei propone al Consiglio?
“Il codice di comportamento vigente attualmente prevede delle norme contenute, ad esempio, anche nei regolamenti per i docenti: non possiamo divulgare informazioni sui cittadini, non possiamo ricevere regali dagli stessi, non si può parlare male del proprio luogo di lavoro… sono delle norme generali, normalissime. Il codice specifico istituirebbe, in primo luogo, la figura di Consigliere di Fiducia che si occuperebbe della gestione dei casi di molestie. Mi spiego con un esempio: se una persona è sottoposta continuamente a battute, apprezzamenti e simili il Consigliere di Fiducia, previa segnalazione, agirebbe per risolvere il problema inizialmente provvedimenti semplici, come spostando la persona destinataria di tali molestie da un ufficio a un altro. Il concetto di molestia va definito con attenzione, perché spesso queste passano inosservate o sembrano gesti innocenti. Si parte dagli apprezzamenti verbali alle richieste implicite o esplicite di rapporti sessuali non graditi, passando per gli sguardi insistenti, gli ammiccamenti, le foto pornografiche o altro materiale analogo esposto nei luoghi di lavoro, i messaggi scritti o gli oggetti provocatori fino ad arrivare ai contatti fisici intenzionali indesiderati alle promesse esplicite o implicite di carriera o di agevolazione e privilegi sul posto di lavoro in cambio di prestazioni sessuali e le intimidazioni. Dunque, il nuovo codice di comportamento sarebbe finalizzato, non solo a migliorare le condizioni di lavoro delle persone, ma anche a dare un esempio ai giovani”.
Crede, quindi, che questo primo step getti le basi per una maggiore consapevolezza e coscienza del tema da parte dei giovani?
“Sì, l’istituzione deve dare l’esempio. Io sono una professoressa e mi rendo conto che, purtroppo, spesso le alunne magari hanno poche ambizioni, si chiedono cosa possono fare perché nella nostra società percepiscono che la figura femminile viene discriminata, si rendono conto che alcuni ruoli vengono ricoperti prevalentemente da uomini e, in questo senso, non si inseriscono perché sentono in origine che determinate posizioni sono loro precluse. Non dimentichiamoci che spesso le ragazze si impegnano di più e sono più meticolose dei ragazzi. Far percepire loro questa sorta di esclusione, fa sì che persone con menti brillanti, precisione, determinazione e competenze non tentino nemmeno di entrare in precisi ambiti lavorativi. Per il 25 novembre, con la mia classe dell’Istituto Vallauri abbiamo realizzato un progetto che tratta proprio queste tematiche. I ragazzi hanno realizzato dei lavori bellissimi che la Preside caricherà sul sito dell’Istituto. L’apprendimento di tali valori passa anche e soprattutto per i fatti. Bisogna lasciare un’impronta nei ragazzi”.
Per l’articolo integrale si rimanda all’edizione cartacea del 27 novembre.
Giorgia Gentili
