23 novembre solo riti religiosi e senza fiera

Vincenzo Apicella
San Clemente, Patrono di Velletri e della Diocesi Velletri-Segni, quest’anno ha visto la sua festa celebrarsi in tono minore. Ricordiamo che il Covid-19 ha costretto le autorità nazionali ad emettere una serie di DPCM contenenti disposizioni in merito agli assembramenti e quindi in base a questi decreti ogni evento pubblico è stato vietato. A Velletri, due momenti religiosi quali la festa della Madonna delle Grazie che si svolge ai primi giorni di maggio e la festa di San Clemente, il 23 novembre, si sono svolte senza le tradizionale processione dei ceri (Madonna delle Grazie) e per tutte e due vietate le fiere delle merci e del bestiame. Solo eventi religiosi. Quindi La festa di San Clemente di lunedì 23 è iniziata con le prime Sante Messe e alla 10,00 il tradizionale Pontificale celebrato dal vescovo Vincenzo Apicella.

delle forze dell’ordine
Presenti nelle prime file dei banchi, il sindaco Orlando Pocci, il
comandante della Polizia locale, Maurizio Santarcargelo, il comandante della Compagnia Carabinieri, Tommaso Angelone, il comandante della scuola Marescialli e Brigadieri, col. Oreste Liporace, e i rappresentanti della Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Nel corso dell’omelia il vescovo si è soffermato sulla figura di San Clemente, primo Papa Martire. Nel pomeriggio, alle 17,30 celebrazione della Santa Messa Pontificale senza la consolidata presenza di sua Eminenza, il cardinale Francis Arinze, visto che l’alto prelato si trova nel suo lontano paese africano, la Nigeria.
Una defezione che è stata magnificamente ricompensata dalla presenza del neo cardinale, Enrico Feroci, recentemente nominato da Papa Francesco, il quale gli consegnerà la porpora cardinalizia sabato 28 prossimo nel corso di un Concistoro che si terrà nella basilica di San Pietro. Mons. Feroci, parroco del santuario del Divino Amore, ex direttore della Caritas della Capitale, si è detto onorato di presenziare al Pontificale in onore di San Clemente accettando con gioia l’invito del vescovo; lui e Apicella sono amici da più di 50 anni. Ambedue hanno percorso in parallelo la vita ecclesiastica che li ha portati a raggiungere significati traguardi pastorali importanti.
Spartaco Lamberti
