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Cestrilli:“Le dichiarazioni di Fausto Servadio sono quelle di un padre che tiene a cuore il proprio figlio” – Archivio La Torre Oggi

Cestrilli:“Le dichiarazioni di Fausto Servadio sono quelle di un padre che tiene a cuore il proprio figlio”

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Redazione

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BlogPolitica, Primo Piano

La Torre ha incontrato il coordinatore del partito Italia Viva Velletri, Gianfranco Cestrilli, per un’intervista inerente non solo alle recenti dichiarazioni dell’ex Sindaco Fausto Servadio, ma anche riguardo ad altri temi di attualità.

Parliamo di Italia Viva Velletri. Qual è la posizione assunta da partito in riferimento al prossimo referendum costituzionale?
Quali sono, invece, i progetti per il futuro?

“Italia Viva nasce, a livello nazionale, con l’intenzione di non rinunciare ai principi fondativi del Partito Democratico il quale ha pagato con questa scissione, per la sua incertezza e, in parte, per le dinamiche personali al suo interno.
I punti cardine di Italia Viva restano la vocazione maggioritaria,l’attenzione spasmodica al rilancio del paese, la forte impronta riformistica e l’attenzione alle opportunità di crescita e di sviluppo. Questo è ciò che avviene a livello nazionale, ma lo stesso vale per Velletri che ha bisogno di un assetto che dia più forza all’ amministrazione comunale e di una politica che la faccia uscire da questa crisi profonda”.
Dopo questa prima introduzione, Cestrilli prosegue:
“Per quanto riguarda il referendum, noi da sempre siamo favorevoli a una riduzione dei parlamentari.
Era già previsto nella cosiddetta Riforma Renzi che aveva in programma anche una differenziazione di funzioni fra Camera e Senato.
Il Senato sarebbe appartenuto alle autonomie locali, sarebbe stato quindi a costo zero e si sarebbe occupato esclusivamente dipolitiche rivolte ai territori.

La Camera, invece, avrebbe votato il bilancio e avrebbe reso più snello il percorso legislativo, mantenendo 620 deputati.
Quindi siamo favorevoli alla riduzione dei parlamentari, ma non così. Renzi non si è espresso, ma gran parte del partito politico è schierato per il “no”, in quanto questo taglio può diventare dannoso perché riduce la rappresentanza di alcuni territori, ne avvantaggia altri e, infine, danneggia i cittadini.
Sulla questione dei risparmi, essi sono inconsistenti. Io e molti altri compagni di Italia Viva voteremo “no”. Riguardo ai progetti,
Italia Viva intende dare un contributo se le politiche della città andranno nella direzione auspicata.
Queste politiche devono riguardare l’intera popolazione di Velletri e non favorire clientele di ogni tipo che stanno rifiorendo in questa amministrazione, mentre con Servadio erano state sradicate.
Le risorse sono poche e devono essere utilizzate per favorire la ripresa e l’occupazione”.

Cosa si sente di dire riguardo alle dichiarazioni di Fausto Servadio sull’ amministrazione Pocci?
Come ho già detto in altre occasioni, considero le parole dell’ex Sindaco il pensiero di chi ha amato profondamente questa città.
Ha preso in mano questa città quando era completamente dissestata sotto diversi punti di vista.
Nel 2008, Velletri era commissariata e distrutta sia sotto punto di vista morale sia sotto il punto di vista amministrativo–comunale.
La bravura di Servadio è stata quella di saperci mettere le mani e avere il coraggio di farlo, consegnando dopo dieci anni a Pocci una città che riusciva a stare in piedi.
Voglio inoltre ricordare che Fausto Servadio in quel periodo aveva avuto dei problemi di salute, ciò nonostante si impegnò nella campagna elettorale di Pocci, appoggiandolo e favorendo la sua elezione.
Servadio è stato eletto ben due volte a Sindaco, anzi oserei dire tre volte con la vittoria di Pocci.
Un’osservazione, però, l’ho fatta a Fausto Servadio: dire che questa è l’amministrazione peggiore di sempre è un eccesso.
Le amministrazioni peggiori di sempre sono state quelle che hanno portato Velletri alla situazione delineatasi prima dell’arrivo di Servadio.
Il commento dell’ex Sindaco è stato un eccesso polemico che capisco.

È come un genitore che tira su un figlio e cerca in tutti i modi aiutarlo a crescere bene e poi vede che questo figlio si perde un po’.
Ciò di cui ha bisogno questa amministrazione è invertire la rotta. Il tentativo di Servadio era sollecitare Pocci a prendere in mano la situazione e affrontare le questioni calde come l’ospedale, la cultura, le associazioni sportive, il commercio…”

Emergenza COVID – 19: cosa pensa della riapertura delle scuole e della sanità?
“A livello nazionale abbiamo affrontato una situazione nuova che, nonostante qualche difficoltà e incertezza, siamo riusciti a domare.
Abbiamo vissuto un momento in cui non sapendo cosa fare abbiamo chiuso tutto, mentre secondo me qualche settore produttivo in più poteva essere lasciato operativo.
In questo modo si sarebbe ridotto l’impatto negativo sull’economia.
Ci troviamo di fronte alla crisi più forte dal secondo dopoguerra, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sanitario e stiamo ancora disquisendo se dobbiamo prendere i soldi del MES oppure no.
Il MES è una linea di credito a tasso zero, messa a disposizione dalla comunità europea e che il governo fa fatica a recepire perché ci sono dei contrasti di tipo ideologico.
Ci serve meno ideologia e più razionalità dell’intervento perché la situazione è grave.
A Velletri rischiamo di perdere l’ospedale a causa di questa inerzia.

È il Sindaco che dovrebbe adoperarsi per far sì che certe situazioni vengano superate.
Queste sono le cose che noi chiediamo: più programmazione sul territorio e più presenza della comunità di Velletri nei tavoli che contano.”

A proposito del superamento degli steccati ideologici, ritiene possibile un dialogo tra forze liberali moderate e sinistra?
“Io lo auspico. Noi combattiamo i populismi di destra e di sinistra. La mia posizione è sempre stata quella di un liberale di
sinistra che auspicava che tutti i liberali confluissero in una casa comune.Ritengo che le forze liberali di questo paese siano
la spina dorsale, il buonsenso, la conoscenza… il resto è propaganda e parlo sia della sinistra, sia della destra”.