Udienza del 12 dicembre per il caso di Lavinia Montebove
di Martina Angeloni
Lunedì 12 dicembre presso il Tribunale di Velletri si è tenuta la nuova udienza per il caso di Lavinia Montebove, la bimba investita il 7 agosto del 2018 nel parcheggio dell’asilo “La Fattoria di Mamma Cocca”.
Un processo che sembra quasi agli sgoccioli, che ha visto nell’udienza di lunedì 12 gli ultimi due testi portati dalla difesa parlare in aula.

Il primo testimone ad essere ascoltato è stata la consulente della difesa per la ricostruzione dell’incidente, la dott.ssa Anna Genovese, responsabile ufficio liquidazione Allianz.
La dottoressa ha spiegato in aula che, al di là di alcuni anticipi indennizzati, è ancora in corso una trattativa per definire il risarcimento sulla base dei danni subiti dalla piccola Lavinia.
Secondo teste in aula, l’architetto Alessandro Frezza, perito esperto in incidenti stradali chiamato dalla difesa a ricostruire la sua perizia, volta a escludere la responsabilità della conducente Colonnelli.
Nelle passate udienze era stato ascoltato anche il perito assunto dalla famiglia Montebove, Andrea Calcagnini, che nella sua perizia aveva dimostrato come Lavinia potesse essere vista dalla conducente.
Conclusione diversa quella dell’architetto Frezza che, dopo aver ricostruito il fatto, spiegando la procedura adottata, è stato messo alle strette dalle domande del pm Giovanni Taglialatela e dall’avvocato per le parti civili Cristina Spagnolo, che hanno contestato alcune sue affermazioni.
La prossima udienza si terrà il 9 gennaio 2023 e questa servirà a sciogliere delle riserve di natura tecnica.
La dichiarazione dell’avvocato CRISTINA SPAGNOLO

“Per quanto riguarda le dichiarazioni della liquidatrice della compagnia di assicurazioni, ha confermato quello che è sempre stato detto e cioè che non c’è ancora un accordo definitivo sulla questione risarcitoria soprattutto rispetto all’aspettativa di vita e alle spese che dovrà sostenere la famiglia per la bambina.
Per quanto riguarda invece le dichiarazioni rese dal consulente tecnico di parte della difesa sulla ricostruzione modale del sinistro, noi abbiamo avuto una ricostruzione fatta attraverso un simulatore che però non da conto di alcun report, cioè non ci dice i dati matematici, le misurazioni che sono state assunte per arrivare a quel tipo di conclusione. Aggiungo anche che l’ipotesi su cui si basa il consulente diverge dalla sua ipotesi iniziale.
Il consulente oggi dice di aver valutato l’ipotesi per cui la bambina si muovesse, dall’asilo verso il parcheggio, quando la conducente in sede di esame ha detto che la bambina si trovava in una posizione opposta, cioè si trovava con la testa rivolta verso l’asilo e con i piedi rivolti all’interno del parcheggio, il che significa che uno dei due assunti è sbagliato”.
La dichiarazione dell’avvocato ANNA SCIFONI

“Mi sembra che i rilievi tecnici che ha esposto il nostro consulente siano assolutamente conformi, visto che sono stati basati da una parte su quello che ha sostenuto la polizia giudiziaria e successivamente con gli accessi diretti in loco rispetto alla consulenza invece resa dall’ing. Calcagnini, dalla quale sono state tratte sostanzialmente anche delle identità di misurazione.
È stato anche chiarito dalla liquidatrice della compagnia quale sia lo stato dell’arte del risarcimento all’attualità, manca la parte patrimoniale relativa alle spese mediche, sulle quali evidentemente l’assicurazione è un po’ inerte.
Questo non rileva però la posizione della mia assistita Colonnelli, la quale si è attivata in maniera precisa per procedere, come voi ben sapete, a tutto quello che era necessario fare in termini di denuncia, in termini di presenza mediante la compagnia.
Ci saranno queste ultime due fasi, quindi l’audizione di A. e il confronto, al quale la mia cliente non si sottrarrà, perché noi riteniamo che la verità debba emergere”.
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