orus casinobodogruletaluckiabetanosportiumspin casinostakes3 reyes888lottolandcoolbet777 casinogana777betfairbwinyak casinoivy casinooddscheckerred casinonetbetwilliam hillvip casinorey casinomarathonbetdafabetsol casino1betwinlandbet777parimatch18bet888casinocampobetmostbetganabetrushbetbetcrisbetssonluckynovibetwinnerwinpotbetmasterbetmexicocancunplaycitystrenduspokerstarscoderecalientefun88bbrbet1win10betbetwaypin upspinbet7cslotpickwinspin betmr fortunew88pragmaticgamdomcrasherjojobetbetmexbcasinofoliattiwinner mxbets 10big bolabet masterinbet7slotslucky daym777mexplayluckydaysbet caliente1xplinko

Immobili venduti ad insaputa dei proprietari: tre arresti, vasta organizzazione e notaio coinvolto – Archivio La Torre Oggi

Immobili venduti ad insaputa dei proprietari: tre arresti, vasta organizzazione e notaio coinvolto

Scritto da:

Redazione

Pubblicato il:

BlogCronaca, Primo Piano

La Guardia di Finanza di Velletri porta allo scoperto una vasta operazione di “ladri di case” che operava nel territorio vendendo proprietà immobiliari con documentazione falsa

da Comunicato stampa della Guardia di Finanza del 5/12/2022

Un momento dell’arresto

Velletri. – I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Velletri, guidata dal Capitano Giovanni Botta, al termine di un’articolata attività d’indagine, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari.

L’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica, è indirizzata nei confronti di 3 persone. Indagate per le ipotesi di reato di associazione per delinquere, sostituzione di persona, falso ideologico, falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, possesso e uso di documenti di identificazione falsi, in relazione a una serie di truffe commesse nel settore delle compravendite immobiliari.

In sintesi, l’indagine nasce dalla denuncia di un proprietario che scorgendo all’esterno della proprietà (seconda casa) un cartello per l’inizio dei lavori di ristrutturazione, si insospettiva e constatava – attraverso una visura catastale — che l’immobile era stato alienato più volte a terzi acquirenti.

L’operazione “Case di Carta” (così denominata) della Compagnia Guardia di Finanza di Velletri, condotta anche attraverso attività tecniche, ha consentito di ricostruire il modus operandi di un’associazione per delinquere.

Avvalendosi delle proprie capacità professionali nel citato settore, individuava e acquisiva la proprietà di diversi appartamenti, terreni e casolari della provincia di Roma. Alcuni dei quali di appartenenti a personaggi di spicco della nobiltà romana, attraverso la produzione di finti preliminari di vendita ultraventennali.

L’azione del sodalizio ha interessato anche beni di proprietà dello Stato per assenza di successori legittimi dei defunti proprietari.

Gli indagati, pertanto, in alcuni casi, simulando con false scritture preliminari di vendita retrodatate l’avvenuto usucapione, hanno fatto ricorso all’istituto della mediazione per poter redigere atti che ne attestassero la finta proprietà.

Successivamente, un notaio con studio nei Castelli Romani ratificava tali atti.

In altri casi, invece, i professionisti della truffa avvalendosi o di complici che, con l’utilizzo di documenti d’identità falsi, si sostituivano ai reali proprietari o della collaborazione di prestanomi effettuavano atti di rogito presso lo studio dello stesso notaio veliterno.

I reali proprietari, ignari di tutto, hanno visto l’espropriazione dei propri beni perdendo qualsiasi titolo su di essi e diventando così, di fatto, degli estranei in casa propria.

Per gli immobili fraudolentemente acquisiti e poi venduti o affittati in modo “regolare” a controparti inconsapevoli, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo.

Sottoposti a misura cautelare una collaboratrice dello studio notarile e due professionisti del settore immobiliare che avevano il compito di individuare gli immobili, predisporre gli atti e reperire soggetti per effettuare le operazioni.

Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.