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Processo LAVINIA Montebove. Evidenti contraddizioni nei racconti delle mamme chiamate a testimoniare – Archivio La Torre Oggi

Processo LAVINIA Montebove. Evidenti contraddizioni nei racconti delle mamme chiamate a testimoniare

Scritto da:

Martina Angeloni

Pubblicato il:

BlogCronaca, Primo Piano

Nelle prossime udienze potrebbe essere ascoltata la bimba che si trovava all’asilo e che al momento dell’accaduto aveva 10 anni

di Martina Angeloni

Lunedì 24 ottobre si è tenuta presso il Tribunale di Velletri la nuova udienza sul caso di Lavinia Montebove, la bimba investita il 7 agosto 2018 nel parcheggio dell’asilo “La Fattoria di Mamma Cocca” a Velletri.
Dopo l’esame delle imputate, tenutosi nelle scorse settimane, sono stati ascoltati tre testi portati dalla difesa.
Poche domande per il primo testimone, il Dott. Sgarbazzini, Direttore del dipartimento di medicina legale della Asl Roma 6, che ha in particolare chiarito la situazione della piccola Lavinia, affermando che la bimba ha diritto a 12 ore di assistenza al giorno, a cui si aggiungono 7 ore settimanali di terapie.

L’avvocato della difesa Anna Scifoni, i genitori della piccola Lavinia, Lara Liotta e Massimo Montebove e l’avvocato di parte Cristina Spagnolo


La seconda testimone è stata la signora S., la mamma che la maestra Rocca ha raccontato di aver incontrato con la macchina mentre lei e la signora Colonnelli correvano verso il Pronto Soccorso.
Secondo quello che era stato il racconto di Francesca Rocca, durante quel brevissimo incontro, lei avrebbe detto alla signora S. di restare con i bambini, senza però spiegare cosa fosse successo.
Proprio su questo incontro e su quanto è accaduto in seguito si sono concentrate le domande dei legali e del PM.
Le prime domande sono arrivate dall’avvocato della difesa Anna Scifoni e da lì è iniziato il racconto della signora S: “Quel giorno sono arrivata molto in ritardo all’asilo. Quando sono arrivata, poco prima dell’asilo, ho visto una macchina nera avvicinarsi velocemente. Ho accostato e ho abbassato il finestrino. Dentro la macchina ho visto la mamma di un bambino che frequentava l’asilo e la maestra Rocca.
Prima di ripartire con la macchina, la maestra mi ha solo detto “Vai, vai dai bambini, corri”. Non c’è stato modo di parlare.

Il cancello dell’asilo “La Fattoria di Mamma Cocca”, posto sotto sequestro


Quando sono entrata nell’asilo ho aperto prima il cancelletto e poi ho bussato al portone d’ingresso.
Lì mi ha aperto una bambina, un po’ più grande degli altri, che mi ha detto che c’era stato un incidente. Io ho lasciato mio figlio dentro e sono rimasta fuori al portone per fare delle chiamate, poiché quella mattina avevo un appuntamento di lavoro ed ero già in ritardo.
Mentre ero fuori ho visto arrivare il furgone del padre di un bambino che veniva all’asilo. Visto che ero in ritardo non ho avuto tempo di fermarmi a parlare con lui, così ho detto alla bambina più grande di dire al papà di restare lì con loro e sono andata via”.

Arrivati a questo punto del racconto, interviene il PM Taglialatela che, con verbale della polizia alla mano, nota che ci sono delle discrepanze tra quanto raccontato dalla signora S. alla polizia un paio di mesi dopo l’incidente e quello che aveva appena raccontato in aula.
La signora, infatti, sul verbale non aveva riportato l’incontro con la maestra in macchina quello stesso giorno. La signora in aula ha raccontato che il giorno della deposizione si era scordata di riportare questa parte, che era tornata indietro per chiedere se fosse necessario aggiungerla al verbale e che gli avevano detto di no.
Il PM ha insistito per capire le dinamiche di questo incontro, chiedendo insistentemente alla signora se fosse sicura di aver incontrato la maestra Rocca e la Colonnelli in auto.
Le ultime domande alla signora S. sono arrivate dall’avvocato per le parti civili Cristina Spagnolo, la quale si è concentrata su un punto in particolare: una ulteriore discrepanza tra il verbale della polizia e quanto detto in aula dalla signora.
Nel verbale infatti la signora racconta di aver interloquito con il papà che era arrivato per portare il figlio e di aver detto a lui di restare con i bambini.
Ma la signora S. afferma di non ricordare né l’incontro né di aver detto ciò durante il verbale.
La signora infine ha affermato di non aver chiesto nulla quando è tornata all’asilo a prendere il figlio e di non aver parlato con la maestra poiché c’era una gran confusione.
L’ultimo testimone entrato in aula è stata la signora A., mamma della bambina più grande che frequentava l’asilo.
La mamma ha affermato che tutto ciò che sapeva di quel giorno le era stato raccontato dalla figlia, poiché lei non era presente quel giorno.
“Mia figlia mi ha raccontato che quel giorno si trovavano dentro il parco giochi e che verso le dieci stavano rientrando dentro l’asilo e lei aveva per mano Lavinia. Aveva urgenza di andare in bagno così ha lasciato Lavinia dentro, vicino la porta. La maestra era già impegnata con un altro bambino che doveva fare pipì. Mia figlia mi ha poi raccontato che quando è entrata in bagno, in pochi secondi, ha sentito urlare. Poi la maestra le ha detto di chiudere la porta e restare dentro. Mia figlia mi ha anche detto che quel giorno erano venuti prima una mamma e poi un papà, ma che sono rimasti fuori e non sono entrati”.
La signora A. ha raccontato di come sua figlia sia rimasta parecchio segnata da questa vicenda, che spesso la figlia le chiedeva di Lavinia e che ogni tanto lei provava a richiedere alla figlia cosa fosse successo quel giorno.
Il PM Taglialatela porta di nuovo alla luce alcune differenze tra il verbale della polizia in cui la signora A. raccontava quel giorno e quanto detto dalla stessa in aula.
Il PM ha chiesto alla signora se prima della data della deposizione alla polizia, avvenuta dopo circa due mesi dall’incidente, avesse parlato di quanto accaduto quel giorno con la figlia.
La signora ha risposto di sì, che immediatamente dopo la vicenda aveva chiesto alla figlia cosa fosse successo. Il PM però evidenzia come nel verbale della polizia la signora A. avesse solamente detto “Mia figlia mi ha raccontato solamente che c’era stato un incidente”.
“Quando sua figlia avrebbe fornito tutti i dettagli che ci ha riportato in aula? Li ha sentiti durante l’audizione riservata di sua figlia?” domanda il PM Taglialatela, ma la signora risponde di non ricordare.
A fine udienza si è ragionato sulla possibilità di ascoltare la minore, figlia della signora A., unica testimone di tutti i fatti.
Sarà il giudice Panzironi a decidere.
Intanto è stato fissato il giorno della prossima udienza, che sarà lunedì 14 novembre.
Martina Angeloni