UDIENZA DI LUNEDI’ – Le dichiarazioni dei genitori della piccola Lavinia, di soli 16 mesi, investita nel cortile dell’asilo nido il 7 agosto 2018. Da allora in stato vegetativo

Un commento sugli sviluppi del processo ed in particolare sulla testimonianza della maestra Francesca Rocca, imputata per abbandono di minore. Ad un certo punto della deposizione abbiamo notato un moto di rabbia ed è uscito dall’aula. A cosa era dovuta tale reazione?
“Le dichiarazioni della maestra Rocca mi ricordano tanto il “teatro dell’assurdo” di Becket. Un racconto pieno di contraddizioni senza alcuna logica è quanto emerso in aula.
Anche se ritengo di essere una persona forte, con una moglie che adoro e 3 figli, mi ha fatto molto male sentire che la signora non solo insegna ancora, ma addirittura racconta la vicenda di Lavinia a bambini e genitori sottolineando il fatto che non bisogna mai distrarsi.
Cosa intendeva dimostrare quindi la maestra?
“L’intenzione era quella di allontanare l’ipotesi di abbandono di minore, ben argomentata dalla Procura di Velletri.
La sua deposizione è stata costruita per dimostrare che si è trattato di una “tragica fatalità”. Vuole far credere che in quei 2/3 secondi Lavinia ha superato la porta, lasciata aperta, ha sceso le scale e gattonato fino al cancelletto.
Per rafforzare la sua tesi ha prodotto un video che le aveva inviato Lara qualche tempo prima dell’accaduto, video nel quale la piccola, gattonando, saliva le scale.
Ma una bimba così piccola sarebbe stata in difficoltà a scendere da sola, soprattutto senza farsi male e sicuramente avrebbe riportato dei segni.
La difesa si sta arrampicando sugli specchi”.
“Sono sicuro – prosegue Massimo Montebove – che la verità verrà fuori e questa udienza segna uno spartiacque importante”.
Marina Frenquelli
La mamma “Nostra figlia ha perso tutto per non essere stata vigilata adeguatamente”

L’udienza di ieri in cui è stata sentita la maestra ha dimostrato i forti limiti nelle argomentazioni difensive di chi difende le imputate: pianti teatrali e informazioni sulle abilitazioni professionali e sullo stato di salute della Rocca che nulla hanno a che fare su quanto si doveva riferire a proposito dello sciagurato giorno in cui nostra figlia Lavinia ha perso tutto per non essere stata adeguatamente vigilata da chi era pagata (e tanto) per proteggerla.
Lavinia si, ci dona con i suoi silenzi lezioni di dignità sconosciuti finora a chi in aula sa piangere ma non spiegare, divagare e mai ammettere le proprie responsabilità contraddicendosi e contraddicendo quanto affermato nella scorsa udienza dall’altra imputata Chiara Colonnelli.
Il punto più basso si è toccato, come quasi sempre avviene, nell’ascoltare il legale delle due che ha avuto il coraggio di affermare che “Lavinia si è sottratta al controllo della maestra” come se traslando con le parole su nostra figlia quanto dovrebbe pesare in capo alla maestra cambiasse qualcosa in termini processuali.
Imbarazzante.
