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FESTA DE L’UNITÀ – Presentato il libro “SEMPRE LUI, Perchè Mussolini non muore mai” – Archivio La Torre Oggi

FESTA DE L’UNITÀ – Presentato il libro “SEMPRE LUI, Perchè Mussolini non muore mai”

Scritto da:

Marina Frenquelli

Pubblicato il:

BlogPolitica, Primo Piano

La presentazione del libro della giornalista Sara Lucaroni dà il via alla Festa de l’Unità organizzata dai giovani democratici, in piazza Mazzini a Velletri, Moderatore Massimo Montebove, giornalista dell’Huffington Post Italia e corrispondente presso La Nazione

Dopo il lungo periodo di fermo di ogni festa, il 1° settembre è tornata in piazza Mazzini, a Velletri, la Festa dell’Unità.

La scrittrice Sara Lucaroni e il moderatore Massimo Montebove

A dare il via la presentazione del libro di Sara Lucaroni “SEMPRE LUI. Perché Mussolini non muore mai” (libreria Pienogiorno).
Le domande che la scrittrice si pone sono molteplici e soprattutto gli interrogativi sono sul perché tra i giovani del nuovo millennio, specialmente sui social, in particolare su Facebook, ci sia ancora questa fascinazione molto forte per Mussolini, del quale condividono simboli e ideologie.


Il libro ha una pagina Facebook e, leggendo la percentuale dei commenti pro camerata la scrittrice si rende conto di quanto questo libro fosse necessario e si domanda del perché nel 2022 ci siano persone che ancora credono alla propaganda di 80 anni fa.


Non vuole essere un libro di storia né tantomeno una biografia, ma un saggio vero e proprio con il quale vengono rivolte una serie di domande ad intellettuali sia di destra che di sinistra.
Una vera e propria indagine giornalistica che affonda le sue radici su fatti storici con una serie di domande rivolte a personaggi come Paolo Mieli, David Bidussa, Luciano Canfora, Franco Cardini, Saverio Ferrari, Emanuele Fiano, Umberto Galimberti, Giordano Bruno Guerri, Helena Janeczek, Tobias Jones, Vito Mancuso, Tomaso Montanari, Giampiero Mughini e Chiara Saraceno sul perché, a settantasette anni dalla morte, il mito di Mussolini non muore mai.


Personaggio che ha utilizzato i mezzi del sistema e la comunicazione pubblicitaria per entrare nell’animo degli italiani. E, in questo, Mussolini fu molto bravo.
E’ stato un genio sotto il profilo del linguaggio e della comunicazione che non solo lui ha saputo bene usare ma anche chi gli stava a fianco. Era un giornalista e l’uso del linguaggio era molto retorico ma infiammava. È stato il primo partito di massa. Non solo parla alle “pance”, al popolo, ma utilizzava un linguaggio che riprende una serie di concetti dalla religione cattolica quali il sacrificio, l’impegno e l’obbedienza, concetti che sicuramente catturavano.
Per questo era molto importante il linguaggio.
Secondo Sara Lucaroni proprio sull’uso di questo tipo di linguaggio “Uno di noi”, si rifanno alcuni politici di oggi, come Salvini, la Meloni, Grillo in particolare che usava un linguaggio violentissimo e Renzi con i suoi “hastag”.


“Poi c’è Berlusconi che ha creato un rapporto diretto tra lui e l’elettore tramite le sue televisioni, un mezzo con il quale ha cancellato ogni “tramite”. Ma il primo è stato Mussolini che ha saputo parlare alla massa. Quel suo linguaggio ha lasciato una indelebile impronta in tutti i personaggi citati”.
Massimo Montebove – “C’è un tratto comune che parte da Mussolini e arriva alla nostra epoca. Velletri è una realtà con una bella presenza di giovani impegnati politicamente e in particolare nel Pd c’è un bel gruppo di giovani, come dimostra questa festa. Ma come riporti nella tua inchiesta c’è ancora una fascinazione molto forte da parte di alcuni, come hai potuto constatare, verso Mussolini. È colpa di una certa “decadenza” e di un vuoto che questi leader, puntando solo su sé stessi, hanno lasciato. Ed i ragazzi, quando non trovano un leader di riferimento si rifanno ad un leader di 80 anni fa”.
Sara – “Nel libro c’è una lunga parte dedicata ai fenomeni giovanili, ai gruppi giovanili dei partiti di estrema destra, ad esempio Forza Nuova. Perché generano attrazione? Blocco studentesco propone una idea di appartenenza fatta di ordine e calma, di disciplina ed alcuni giovani questo cercano e questo vogliono.”
La condivisione di tali valori sta forse all’origine della fascinazione, ancora attuale, della figura di Mussolini.
L’indagine della Lucaroni lascia aperta la domanda sulla presenza di “Sempre lui” ma è un fatto e sembra che non ci si possa liberare.

Marina Frenquelli
(foto Marina Frenquelli)

Sara Lucaroni ha firmato inchieste e reportage per Speciale TG1, Sky Tg24, La7, Rai 3, L’Espresso, Avvenire. Esperta di Medio-Oriente, ha vinto il premio internazionale “Giornalisti del Mediterraneo” e il premio “Carlo Azeglio Ciampi – Schiena Dritta”. Ha pubblicato per Round Robin “Il buio sotto la divisa. Morti misteriose tra i servitori dello Stato” (2021).