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Intervista al segretario PD Gabriele Cimmino: “Saremo all’altezza delle sfide del futuro” – Archivio La Torre Oggi

Intervista al segretario PD Gabriele Cimmino: “Saremo all’altezza delle sfide del futuro”

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Redazione

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BlogPolitica, Primo Piano
Mauro Leoni, Eleonora Mattia (Consiglio Regionale del Lazio), Giorgio Zaccagnini e Gabriele Cimmino

Il segretario dem di Velletri, Gabriele Cimmino, commenta il momento politico italiano e internazionale proprio partendo dalla nostra città. Lo fa attraverso un’intervista in cui gli abbiamo chiesto opinioni su varie tematiche, dall’attualità alla pianificazione del futuro. Ecco le sue risposte

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L’appuntamento elettorale anticipato ha costretto tutte le forze politiche ad una campagna elettorale frettolosa e atipica: partiamo da questo contesto.
Nonostante l’impegno del Governo su una quantità mostruosa di dossier, ha un prevalso l’insofferenza delle forze politiche e dei partiti a questa soluzione ibrida, tra il politico e il tecnico. Resterà per molto tempo in evidenza l’immagine dei ministri che siedono tra i banchi del Governo a cui non votano la Fiducia.


Il PD si è posto come forza politica alternativa alla destra. Un commento sull’accordo prima stretto e poi mancato con Carlo Calenda, che avrebbe potuto allargare il campo?
Il PD è la forza alternativa alla destra e la campagna impostata dal Segretario Letta va in questa direzione. La mancata unione del “campo largo” credo che sia dovuta più che altro all’equivoco costituito dall’agenda Draghi. Calenda ha scelto di immolarsi in una battaglia più grande di lui; per un politico fare da apripista a favore di una personalità al di fuori dalla politica credo sia quanto di più svilente possibile.

L’intervento del sindaco Orlando Pocci


Su quali temi, secondo lei e al di là del programma, occorre battere per farsi comprendere dall’elettorato ostico o da quello disilluso?
In tanti oggi pensano che votare non faccia differenza ed è la cosa peggiore che possa accadere in una democrazia. Per convincere i cittadini del contrario tutte le forze politiche, e sottolineo tutte, dovrebbero fare uno sforzo di chiarezza e serietà nel chiarire le diverse posizioni e i possibili esiti dopo il 25 settembre.


I sondaggi, per quello che valgono, danno in vantaggio la coalizione di centrodestra. Quali sono i motivi di questo calo percentuale del centrosinistra? Ha peccato di comunicazione o altro?
La mancata costruzione di una coalizione ampia ha il suo peso nella campagna elettorale, senza dubbio, ma non vedo un calo del centrosinistra. Vedo piuttosto nel campo avversario la somma di due destre: una popolare, affiliata al PPE, ed una smaccatamente sovranista, che ha i suoi riferimenti nella Le Pen ed in Vox. Ecco, se c’è un errore è sicuramente in questo: aver lasciato alla destra il pallino della partita, anche a causa della scelta ingenua ed infelice dei 5 stelle che hanno provocato la crisi. Ricordiamoci però che la campagna elettorale sta iniziando ad entrare nel vivo in questi giorni e nulla è scontato.

Il programma del PD titola “Una scelta storica”. Conviene con questa definizione? Perché?
Non particolarmente. “Tutto è politica”, dalla quotidianità dei mercati rionali ai tempi del parlamento: indurre l’elettorato a pensare che un momento solo sia decisivo per la storia di un paese è francamente fuori dal contesto. Inoltre, non condivido questa paura legata al “pericolo fascismo”: siamo una democrazia occidentale.
Lavoriamo per battere i nostri avversari, senza senzazionalismi e allarmismi.

Tra i tre pilastri ci sono lavoro, conoscenza, giustizia sociale. Da dove si deve cominciare a intervenire?
Il lavoro è il tema cardine dei prossimi 5 anni: il contrasto alla disoccupazione, e in particolare alla disoccupazione giovanile, il contrasto al precariato, la garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro e il diritto ad un salario adeguato sono e saranno le nostre priorità, come scritto nel programma.

Abbiamo innanzitutto bisogno di una messa in sicurezza delle condizioni lavorative ed economiche delle fasce sociali più fragili. In parallelo, la scuola, la sanità e le altre componenti del welfare vanno preservate e rafforzate.


Molta attenzione, in epoca di crisi climatica ed energetica, è stata riposta nel programma allo sviluppo sostenibile. Sta diventando finalmente una priorità?
Deve esserlo, ormai non credo ci sia molta scelta. Il nostro sistema dei consumi semplicemente non è più sostenibile a lungo termine. E dico espressamente sistema dei consumi e non sistema produttivo perché il punto non è deindustrializzare l’occidente ma scegliere cosa come e quando produrre. In tanti consumi che per noi sono la normalità, dalla Grande Distribuzione alla mobilità, c’è un tema enorme di spreco energetico e di risorse. Sono scelte.


Reddito di cittadinanza sì o no?
Reddito di cittadinanza sì, con un contrasto alla povertà senza se e senza ma. Quello che va riformato e ripensato è il legame tra i reddito ed inserimento nel mercato del lavoro. L’idea iniziale dei 5 stelle di legare questi due ambiti ha fallito e non possiamo nasconderlo.

Per questo va slegato completamente dalle politiche di inserimento attive nel mercato del lavoro, preservandolo come misura di assistenza sociale. Oggi, per salvare il reddito dobbiamo cambiarlo.
Che valore avranno queste consultazioni per Velletri, visto che a seguire ci saranno le Regionali e poi le Amministrative?
A Velletri il PD c’è, è presente sul territorio e si fa sentire. Alla festa dell’unità di questi giorni affiancheremo una campagna costante portando le nostre proposte e i nostri temi. Pur essendo un banco di prova per noi, le elezioni politiche sono un livello profondamente diverso dalle comunali e dalle regionali, dove il meccanismo delle preferenze agisce da acceleratore e dove con ogni probabilità ci saranno coalizioni diverse.

Tutto il nostro impegno è ora rivolto alle politiche, dal giorno dopo, indipendentemente dal risultato, saremo pronti per costruire il miglior programma possibile e la migliore coalizione possibile per continuare ad amministrare Velletri. Partendo da quanto fatto in questi anni e dai nostri alleati, consapevoli che abbiamo vissuto una pandemia e che una guerra squarcia l’Europa e che il mondo è cambiato rispetto a 5 anni fa. Sono certo che saremo all’altezza di queste sfide.


Nella sua esperienza da segretario, iniziata ormai da qualche tempo, si è trovato più deluso o più stimolato dalle dinamiche politiche incontrate in prima persona, sia cittadine che extra-moenia?
Ogni giorno che passa sono più convinto che impegnarsi in prima persona sia la scelta più bella e appassionante che si possa fare. Vedo i ragazzi e le ragazze che lo fanno intorno a me, dedicando mattine, pomeriggi e sere alla Politica; vedo le persone che lo fanno nella società civile, portando faticosamente avanti associazioni, comitati, proposte.

Vedo tutto questo e penso che i motivi per impegnarsi siano infinitamente di più dei motivi per tirarsi indietro.

Rocco Della Corte