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“Edoardo, un atleta determinatoche ha saputo cambiare nel tempo” – Archivio La Torre Oggi

“Edoardo, un atleta determinato
che ha saputo cambiare nel tempo”

Scritto da:

Redazione

Pubblicato il:

BlogSport

Intervista a Marco Campo, coach della medaglia d’Oro Petroni

Abbiamo intervista Marco Campo, il mental coach di Edoardo Petroni da poco primo classificato a Cernobbio, nella gara di Triathlon sulla distanza sprint. 

Da quanto tempo lavori con Edoardo? 

“Da quasi quattro anni, abbiamo iniziato nel 2018” 

Che atleta è il venticinquenne? 

“Lo definirei sicuramente un atleta passionale e determinato. Sono i due elementi che lo caratterizzano di più: la sua ostinazione, la sua determinazione nell’andare avanti e la sua enorme passione per lo sport” 

Quanto lavorate insieme durante la settimana e come lavorate? 

“Il lavoro che svolgiamo dipende dal momento: se ci troviamo nel mezzo della stagione delle gare, periodo in cui Edoardo si cimenta in due o tre competizioni al mese, il lavoro è sicuramente più intenso e ci vediamo anche una volta a settimana. Possiamo incontrarci in presenza o da remoto. Nel primo caso gli faccio fare degli esercizi specifici di percezione corporea e delle simulazioni. Questo tipo di lavoro serve agli atleti per riconoscere gli elementi stressogeni che durante le competizioni potrebbero dare sensazioni disfunzionali. Attraverso gli esercizi, questi elementi vengono riconosciuti automaticamente dall’atleta che poi riesce a trasformare la sensazione negativa in un punto di forza. Per quanto riguarda gli incontri da remoto, questi si tengono solitamente dopo le gare e ognuno è suddiviso in quattro step: il primo riguarda cosa l’atleta riconosce di aver fatto bene, il secondo individua cosa ha fatto bene ma dovrebbe diminuire, il terzo è su che cosa deve eliminare, il quarto tratta cosa è giusto fare di nuovo e che non è mai stato fatto. Questi feedback servono a Edoardo ad avere consapevolezza e a riconoscere punti critici e punti di forza, durante le gare, sui quali andare a lavorare”. 

Il lavoro che avete intrapreso insieme nel 2018 è lo stesso di oggi o è cambiato nel tempo? 

“È sicuramente cambiato nel tempo perché è cambiato Edoardo. Nel 2018, per lui il triathlon era uno sport nuovo, peraltro lui è ex Campione Italiano Juniores di nuoto quindi, avendo un background sportivo importante, sentiva molto la pressione. In questa prima fase, dunque, il lavoro è stato soprattutto svolto sul riconoscimento delle emozioni e sulla loro gestione”. 

Quanti altri atleti segui? 

“A livello sportivo seguo Edoardo Petroni e Galassia Brunetti, Campionessa mondiale e attuale Campionessa europea di skating”. 

Trovi che ci siano differenze tra atleti rispetto al genere o allo sport praticato? 

“Le emozioni e le sensazioni sono più o meno le stesse e non ho notato differenze a livello di genere. La differenza c’è quando si parla di sport individuali e sport di squadra. In questo secondo caso, alcuni processi di responsabilità e di gestione della pressione vengono diluiti su tutta la squadra, in uno sport individuale, invece, dipende tutto dal singolo atleta”. 

Perché è fondamentale la figura dello psicologo dello sport? Parlaci di più di questo tipo di professionista 

“È fondamentale perché si può essere preparati fisicamente e tecnicamente al meglio, ma se le emozioni e la mente non girano e remano contro, tutto il resto del lavoro viene nullificato. È importantissimo il processo motivazionale che, ci tengo a precisare, è diverso dal pensiero positivo. Il processo motivazionale prende le ragioni più profonde dell’atleta, mettendole a suo servizio. Bisogna vestire lo sport con le motivazioni. Attraverso tutto questo lavoro, l’atleta diventa lucido, preciso, sa cosa fare e come farlo. La nostra figura professionale punta proprio a questo”. 

Giorgia Gentili