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Serata conclusiva di “Paesaggi del Corpo” – Archivio La Torre Oggi

Serata conclusiva di “Paesaggi del Corpo”

Scritto da:

Gabriele Romagnoli

Pubblicato il:

BlogARTE, Primo Piano

Sono stati i giovanissimi e i nuovi talenti autorali a chiudere la splendida esperienza di Paesaggi del Corpo, il Festival Nazionale di Danza Contemporanea realizzato dall’associazione culturale La Scatola dell’Arte, sotto la Direzione artistica di Patrizia Cavola, con il contributo di MiC – Ministero della Cultura e Regione Lazio, in collaborazione con FONDARC Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri e con il patrocinio del Comune di Velletri.


Atacama, compagnia diretta da Patrizia Cavola e Ivan Truol e reduce da un lungo tour europeo, nella serata del 16 luglio, serata conclusiva dell’intero Festival, avrebbe dovuto portare in scena Danze Specific per la Casa delle Culture e della Musica, un’esibizione carichissima di immagini suggestive create appositamente sulla e per la struttura ospitante.


Ma purtroppo l’energia della compagna si è scontrata con il maligno Covid che ne ha impedito la messa in atto.
Nonostante ciò Atacama non molla e mette in scena un’energica e toccante esibizione solitaria in cui una donna, prima che una ballerina, è alla ricerca della sua identità attraverso le tenui ma anche aspre e dure sfumature dell’animo femminile. Suggestivo ed estremamente simbolico è stato l’iniziale volto coperto che, col progredire del viaggio, si è infine mostrato in tutta la sua fierezza.
L’esibizione ha voluto comunque mantenere il tema di quella che si sarebbe dovuta effettuare, ovvero il dialogo con la struttura ospitante e la necessità di costruire un’esibizione apposita per lo spazio.

Di fatti si sono affondati i piedi nella verde erba dell’ex convento del Carmine per poi abbracciarne i colonnati esterni in un‘esibizione pregna di tensione fatta di un continuo scambio tra sfera emotiva e naturale ed un constante scontro-incontro. È stato quindi il turno della Res Extensa Dance Company con Puzzle di Elisa Barucchieri che, tramite l’incredibile agilità e leggerezza di tre splendidi ballerini, ha voluto riprodurre l’immaginario Calviniano, che fa appunto della leggerezza, la sua forza. Una performance, che come una poesia, decide di non svelarsi completamente, di non palesare il suo significato ultimo così da lasciare, come del resto fece Calvino nei suoi romanzi, la vera natura ed il senso dell’intero operato alla personale interpretazione dello spettatore.
La serata si è quindi conclusa con la performance Orchestrating Spaces di Giovanna Rovedo, e Sharon Estacio, produzione Atacama.
La loro è stata una totale immersione nella mente dell’altro, tra ricordi vaghi fatti di frasi scollegate, in una narrazione quasi joyciana di vaghi eventi lontani ma allo stesso tempo dal sapore locale e familiare. Il movimento delle ballerine si è cautamente espresso all’ombra della narrazione quasi a non volerne disturbare il forte impatto emotivo. Il tutto nel tentativo di indagare l’identità contemporanea, i suoi continui adattamenti riferiti a confini geografici e culturali, per spostarsi quindi sul concetto dell’abitare e sul rapporto tra spazio, movimento, ruolo sociale, identità e alterità.
Ed è così quindi terminata la strepitosa esperienza di Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale Danza Contemporanea. Valorizzare luoghi e celebrare arti, questo il perno di un evento che ha lasciato un forte messaggio: arte ed ambiente, queste le due mete, le due stelle che si deve avere il coraggio di seguire al fine di salvare la bellezza da un ormai quasi irreversibile abbrutimento umano.
Gabriele Romagnoli