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Terza udienza presso il Tribunale di Velletri per il caso di Lavinia Montebove – “L’asilo era una struttura fantasma” – Archivio La Torre Oggi

Terza udienza presso il Tribunale di Velletri per il caso di Lavinia Montebove – “L’asilo era una struttura fantasma”

Scritto da:

Martina Angeloni

Pubblicato il:

BlogCronaca, Primo Piano

Lunedì 30 maggio si è tenuta la terza udienza per il caso di Lavinia Montebove, la bimba investita il 7 agosto del 2018 nel parcheggio dell’asilo la Fattoria di Mamma Cocca

L’udienza ha visto tre nuovi testimoni, un agente del Commissariato di Velletri, uno della polizia stradale e uno della polizia scientifica intervenuti nelle indagini.

Martina intervista Lara e Massimo, la mamma ed il papà della piccola Lavinia. subito dopo l’udienza

Secondo la prima testimonianza, quella dell’ispettore Corelli Moreno, alla struttura mancavano diverse autorizzazioni. In sintesi, a partire dal 2017 è entrato in vigore un nuovo regolamento comunale per questo tipo di strutture a cui quest’ultime dovevano adeguarsi entro un anno.

L’asilo in questione invece non ha mai avviato la procedura, risultando quindi come una struttura abusiva. Al Comune di Velletri non è mai stata presentata alcuna SCIA, né tantomeno è arrivata comunicazione agli uffici della Asl. Oltretutto la struttura era locata ad uso abitativo, perciò la titolare, la maestra Francesca Rocca, priva di Partita Iva e di codice fiscale, vi esercitava in maniera del tutto abusiva.

La Fattoria di Mamma Cocca era una struttura fantasma, come ha affermato l’avvocato della famiglia Montebove, Cristina Spagnolo. Sono stati proprio questi i motivi che hanno poi portato alla successiva chiusura dell’asilo. La seconda testimonianza è stata quella di Antonio Agostinelli, agente della Polizia Stradale intervenuto sul posto dell’incidente alle 12:30 di quel 7 agosto.

Con lui si è cercato di ricostruire quanto accaduto quel giorno: all’arrivo degli agenti non vi erano più né la bambina né la macchina, con cui Chiara Colonnelli e Francesca Rocca hanno trasportato Lavinia in ospedale. Arrivati sul posto gli agenti hanno subito localizzato il punto dell’incidente, avendo trovato una traccia ematica nei pressi del cancello dell’asilo.

L’agente Agostinelli ha poi affermato, con qualche incertezza data dal lungo tempo trascorso tra l’inizio delle indagini ed oggi, che sulla base di quanto visto e delle tracce rinvenute è stato possibile individuare la parte anteriore destra dell’auto come punto “incriminato” nell’incidente.

Alla seconda testimonianza sono subito seguite le insistenti domande dell’avvocato della difesa Anna Scifoni, la quale cercava di ottenere una risposta su dove l’agente avesse visto la macchina di Chiara Colonnelli, dato che al suo arrivo l’autovettura non era nel parcheggio.

Non sono state invece fatte domande al terzo testimone, Oreste Cipriani della Polizia Scientifica.

La prossima udienza si terrà il 6 giugno a cui seguirà poi quella del 27 giugno in cui vi sarà l’esame delle imputate.

Le parole di Lara, mamma di Lavinia

‘’Siamo venuti a conoscenza di questo asilo quando dovevamo iscrivere il nostro primo figlio. Al tempo, prima del 2017, la struttura non risultava ancora abusiva e diverse persone ci avevano parlato di Francesca Rocca come di una brava maestra. Nonostante le problematiche poi emerse dalla struttura, pagavamo rette importanti, al pari di altri asili privati. La nostra scelta era comunque ricaduta sulla Fattoria di Mamma Cocca perché volevamo un asilo di campagna, lontano dal traffico cittadino e dove non ci fossero grandi numeri nelle iscrizioni, perché pensavamo che questo significasse maggior controllo sui bambini presenti. Evidentemente così non è stato’’

servizio di Martina Angeloni

foto Marina Frenquelli