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Anzio e Nettuno sotto le attenzioni dell’antimafia  – Archivio La Torre Oggi

Anzio e Nettuno sotto le attenzioni dell’antimafia 

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Redazione

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BlogCronaca, Primo Piano

Anche la Procura di Velletri si occupò del caso 

A poco più di quattro mesi dall’inizio della stagione estiva, ambigue notizie giugno dal litorale laziale. Negli ultimi mesi, infatti, alle spiagge che vanno da Sperlonga ad Anzio si sono rivolte le attenzioni della magistratura sulla gestione dei centri balneari e, in alcuni casi, sono stati ipotizzati scenari non proprio rassicuranti. La Procura di Latina e la Direzione distrettuale antimafia, infatti, starebbero indagando su appalti e sulla gestione delle spiagge poiché ci sarebbero affari poco chiari portati avanti da politici e pubbliche amministrazioni che avrebbero rapporti con le mafie. 

Per quanto riguarda i vicini Anzio e Nettuno, nel primo l’antimafia ha ipotizzato che la ‘ndrangheta abbia messo su un locale, mentre nel secondo – che già 17 anni fa si era visto sciogliere il Comune per mafia – le famiglie partite dalla Calabria avrebbero messo profonde radici, quasi da farne un trampolino di lancio per poi passare in Lombardia.  

Nei due comuni nessun politico è attualmente indagato, tuttavia, si stanno valutando i contatti tra il personale delle amministrazioni e i presunti boss mafiosi. Le ipotesi sono rette anche dal fatto che la mafia avrebbe contribuito alle elezioni dei sindaci Candido De Angelis (Anzio) e Alessandro Coppola (Nettuno), influendo anche sulla nomina di diversi assessori e consiglieri, in cambio di appalti pubblici.  

Matteo Piantedosi, il Prefetto di Roma, avrebbe nominato due commissioni per valutare lo scioglimento dei due consigli comunali. Per ora, la gestione del demanio marittimo sarebbe rimasta fuori dall’inchiesta, tuttavia, si ricorda come tre anni fa lo stabilimento di Anzio “Il Tritone” venne incendiato. A quei tempi, la Procura di Velletri dichiarò che si era trattato di un’azione criminosa con l’obiettivo di inquinare la gara di assegnazione del lido, già sequestrato a Giuliano Valente.  

Ma i comuni toccati non finiscono con Anzi e Nettuno e nelle indagini rientrerebbero anche Terracina, Sabaudia e Sperlonga. 

Giorgia Gentili