Per il settecentesimo anno dalla morte di Dante, la Regione Lazio ha finanziato il progetto in collaborazione con il Consorzio “I Castelli della Sapienda” e con Fondazione De Cultura
Lariano ha visto l’inaugurazione della propria panchina dantesca. Per il settecentesimo anno dalla morte del grande fiorentino, infatti, il Consorzio “I Castelli della Sapienza” ha deciso di omaggiare questo padre della lingua italiana con delle panchine a forma di libro aperto, riportanti il volto del poeta e una citazione scelta dagli Assessori alla Cultura.

Il 14 novembre, dopo un lungo tour, l’inaugurazione si è tenuta anche a Lariano, in Piazza Sant’Eurosia. La panchina è situata di fronte all’edificio comunale, proprio nell’angolo sotto al Campanile della Chiesa di Santa Maria Intemerata.
Presenti il sindaco Maurizio Caliciotti, il vicesindaco Claudio Crocetta, i consiglieri Leonardo Caliciotti, Tiziana Cafarotti, Sabrina Verri, Ilaria Neri, Enrico Romaggioli e Gianluca Casagrande Raffi, il presidente del Consiglio Comunale Maurizio Mattacchioni, nonché gli assessori Chiara Colasanti, Fabrizio Ferrante Carrante e, ovviamente, Maria Grazia Gabrielli che si è occupata di questa illustre iniziativa. Sul posto anche Guido Ciarla, presidente della Fondazione De Cultura.
“Eterno Dante”, questo il nome del progetto finanziato dalla Regione Lazio e promosso dal Consorzio “I Castelli della Sapienza” ha visto l’inaugurazione di 12 panchine, quanti i paesi aderenti a tale ente, come è stato spiegato dal presidente Angelo Rossi, presente assieme al consigliere del CdA Corsetti Letizia. Per la nostra panchina, l’assessore Gabrielli ha scelto la citazione: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.
“Ringrazio Angelo Rossi per la sua capacità di captare finemente le occasioni per realizzare queste iniziative. Ringrazio anche il qui presente Enzo Toto che con la Compagnia del Simposio di Tivoli ci decanterà le lodi” ha dichiarato il Sindaco di Lariano che ha proseguito: “Non ho concorso a scegliere questi versi, ma credo che siano fortemente appropriati considerato da dove veniamo. Che sia un augurio per tutti a mettere a frutto le proprie abilità e conoscenze”.
“Dante, nonostante sia vissuto nel Medioevo, sa parlare e sa farsi capire ancora oggi – ha iniziato la professoressa Gabrielli –, momento in cui riusciamo ancora a rispecchiarci nelle sue parole. Dante non è solo un grandissimo poeta, ma anche un utopista che ha saputo vedere un’unità linguistica in un’Italia ancora divisa, la quale avrebbe raggiunto l’unità politica solo nel 1861. Per questo dobbiamo celebrarlo”.
L’inaugurazione si è conclusa con l’esibizione dei ragazzi della Compagnia del Simposio di Tivoli.
Giorgia Gentili
