Il termine dei ballottaggi per l’elezione dei sindaci di ben 65 comuni in tutta Italia ha fornito dati scoraggianti per quanto riguarda l’affluenza degli elettori nei seggi. I riflettori della nazione, erano puntati soprattutto sulla capitale, che alla chiusura del secondo turno, ha registrato il 30,87% di voti, ben il 6% in meno rispetto al primo turno. Ma altre percentuali scarne si sono registrate anche a Trieste (31%) in cui, di 184.489 elettori, hanno votato solo in 57.902, a Cosenza ( 32,82%) e a Torino (32,6%).
Questi dati ci devono allarmare perché significa che meno della metà della popolazione vota e perciò sceglie per il proprio paese.

Queste percentuali -oltre che rendere più rapidi i conteggi nei ballottaggi – indicano il crescente disinteresse che si sta spargendo a macchia d’olio tra le persone. L’articolo 48 della Costituzione italiana sancisce e protegge il diritto al voto, destinato a tutti i cittadini, maschi e femmine che hanno raggiunto la maggiore età. In passato si è lottato tanto per conquistare il voto in maniera universale e indiscriminata, basti pensare alla tenacia con la quale le donne hanno conquistato il voto solamente nel 1945, dopo tanta fatica. È demoralizzante vedere come nel giro di neanche cento anni, il voto che prima era riservato solo ai maschi e che era stato tanto voluto anche dalle donne, adesso, che è addirittura un diritto protetto dalla Costituzione, abbia perso di interesse. Il termine “Democrazia” significa “potere al popolo”, ed essere un paese democratico attualmente, anche se può sembrare scontato, non lo è affatto. In pochi si interessano al futuro del paese e al proprio futuro, in pochi perciò usufruiscono del “potere” che gli spetta. Chi si astiene dal voto e chi non si interessa affatto alla politica, sta pubblicamente dichiarando che non vuole saperne niente riguardo chi è al potere e prende le decisioni. Non interessandosi o non informandosi in maniera coscienziosa e periodica, si finisce per sviluppare forme banali e ridicole di populismo, che sfociano talvolta nell’ignoranza. Come dicevo all’inizio, le percentuali venute fuori da queste elezioni devono allarmarci e farci chiedere chi veramente sceglie per il paese o di chi sia veramente il paese perché di certo non tutti si pongono questi quesiti.
Valeria Ceccarelli
