Il trionfo di una città e delle sue tradizioni di fronte ai problemi derivati dalla pandemia, così si potrebbe definire questa 90esima edizione della Festa dell’Uva e dei Vini, che quest’anno si è tenuta all’interno della Villa comunale Ginnetti, nell’arco di due ricchissime giornate.

La scelta è stata ovviamente legata alle varie problematiche dettate dai protocolli Covid, ma, nonostante ciò, una buona organizzazione degli spazi ha permesso quasi a tutti di offrire e far conoscere i propri prodotti al pubblico. Pubblico che oltre alla straordinaria offerta gastronomica ha potuto godere di tanto altro: balli folcloristici capaci di rimestare nella mente antichi suoni cari al popolo veliterno, infiniti ed inebrianti odori anch’essi pregni di storia, danze tipiche e persino di un’esibizione dello storico gioco della bandiera, insomma una continua commistione di suoni, musiche, danze, odori e sapori capaci di riportare alla luce quelle antiche tradizioni che sono substrato fondamentale della nostra comunità. Ad aprire l’evento, dopo una festosa sfilata, sono stati prima il sindaco Orlando Pocci ed il consigliere Mauro Leoni, con il taglio del nastro, e poi il Vescovo Apicella che con la sua benedizione ha augurato una pronta ripartenza in sicurezza.

Il sindaco tra auguri, smentite e sinceri ringraziamenti a chi si è occupato dell’organizzazione, se pure in tempi molto brevi, ha parlato a chi presente auspicando ad una ripresa, soprattutto economica, della nostra cittadina dopo il periodo pandemico. Ha infatti ribadito la necessita di fa ripartire una città che come tante ha inevitabilmente sofferto disagi vari ma che ora, alla luce di un forte sentimento di appartenenza comune, deve ripartire. Il Sindaco ha anche risposto ai dubbi e alle critiche ricevute sulla festa, per poi ringraziare alla fine il consigliere Mauro Leoni che ha portato avanti la “sfida” dell’organizzazione. Lì presenti il senatore del PD Bruno Astorre, Eleonora Mattia e gli assessori Romano Favetta, Edoardo Menicocci e Francesca Argenti.
L’evento, organizzato dall’amministrazione comunale, dalla ProLoco e da varie associazioni, è continuato tra stand, degustazioni, musiche e cultura.
Come ogni evento ci sono stati pro e contro, l’organizzazione della festa ha lasciato alcuni un po’ perplessi.

Da una parte molti hanno apprezzato il fatto di aver ristretto l’area della degustazione in un solo posto, così da essere meno dispersiva dall’altra però numerose sono state anche le critiche: punto maggiormente discusso è stato lo scarso anticipo dei preparativi e della comunicazione del programma che ha fatto si che si includessero forse meno realtà gastronomiche di quelle realmente presenti sul territorio. Altra nota dolente è stato il tempo, infatti pioggia e freddo hanno portato non pochi disagi. Già dalla prima giornata la pioggia ha portato alla chiusura anticipata di molti stand.
Si conclude dunque anche quest’anno la Festa dell’Uva e dei Vini che, nonostante le numerose differenze rispetto agli anni passati, non ha perso il suo fascino e la sua importanza. Un insieme di tradizioni che ha persino sconfitto gli ostacoli della pandemia. Questo però deve essere solamente un punto di partenza per superare il difficile periodo che tutti noi abbiamo vissuto, imparare da quanto accaduto e ripartire per dare nuova vita alla nostra città.
Gabriele Romagnoli



