L’associazione Difendiamo l’Allegria apre le porte ai cittadini
Nel pomeriggio dell’8 ottobre, si è riunita l’associazione Difendiamo l’Allegria, nella parrocchia di Santa Maria del Carmine di Velletri dove il direttivo e le famiglie hanno accolto i rappresentanti del Centro di salute mentale, il Centro diurno e tutte le persone che hanno voluto partecipare per conoscere da vicino la realtà di questa piccola Associazione.
Questa piccola realtà si compone di un direttivo di quattro persone; Leonardo Maione in veste di presidente, Ettore Testa vicepresidente, la signora Elena in veste di tesoriera e la signora Andreina che ricopre il ruolo di segretaria. Lo scopo dell’incontro di venerdì pomeriggio era proprio quello di aprire le porte di quella piccola comunità per farla conoscere alla cittadinanza.

L’Associazione nasce nel 2019 dalla collaborazione del CSM di Velletri con alcuni famigliari che stavano cercando il modo di supportare la riabilitazione dei propri cari e per cercare di renderli autonomi attraverso il supporto del Centro di salute mentale e del Centro diurno. L’Associazione collabora anche con le istituzioni per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della disabilità e non solo.
Durante l’incontro il presidente Leonardo Maione ha spiegato quali sono gli obiettivi prefissati nell’ultimo periodo: “Innanzitutto, intendiamo allargare la nostra piccola famiglia, per questo motivo chiunque volesse diventare nostro socio può farlo e, in secondo luogo, vogliamo formazione professionale per i nostri ragazzi e, per questo, chiediamo aiuto al CSM. Alla base di tutto ciò poniamo il dialogo con il suddetto ente e tra i nostri soci”.
Il Presidente ha continuato: “Dobbiamo imparare da questo periodo di pandemia. Per non perdere la speranza abbiamo, nell’ultimo anno e mezzo, avviato diversi progetti, tra i quali il giornalino giunto alla nona edizione. Gli articoli che vi abbiamo inserito sono il frutto di pensieri e riflessioni dei nostri ragazzi. Sulle nostre pagine troverete anche poesie e racconti scritti durante il COVID-19. Da questo progetto, io ho continuamente conferma di quanto questi ragazzi siano bravi e capaci. La disabilità non mina le passioni e le qualità di queste persone, per questo motivo siamo fermamente convinti che abbiano bisogno di formazione per poter essere inseriti nel mondo del lavoro. Il lavoro serve per far percepire loro che sono apprezzati, che sono capaci e quanto sono bravi”.
È intervenuta, durante l’incontro, anche la dottoressa Mattioli del Centro di salute mentale che ha sottolineato l’importanza delle piccole associazioni che creano delle reti e che contribuiscono l’uscita sul territorio delle istituzioni stesse, le quali hanno bisogno di queste realtà più piccole perché riescono a garantire concretezza, capillarità e continuità. “Le persone che fanno parte del CSM e del Centro diurno sono persone che ricevono, ma anche che danno: un esempio è il Masso di Pomezia dove è stata costruita una fattoria e poi ad Albano, dove è stata rimessa a nuovo una villa abbandonata, luogo anche malavitoso durante la notte, dove ora si passeggia tranquillamente”.

È intervenuta anche la dottoressa Maria Pompa del Centro diurno e socio ordinario dell’Associazione: “Difendiamo l’Allegria ha bisogno di soci che non siano solo simpatizzanti, ma che possano apportarvi tempo e dedizione per farla diventare una grande realtà. Bisogna trovare il modo di procedere e cambiare il passo. Se finora ci siamo mossi con frequenti soste, ora abbiamo bisogno di accelerare. Dobbiamo formarci per riuscire a metterci a disposizione: dobbiamo riuscire a fare e fare bene anche per raccogliere fondi, autofinanziarci e rilanciarci. Tutto questo può avvenire guardando alle altre Associazioni, ma anche in collaborazione con il Centro diurno. Dobbiamo ideare delle attività che siano strutturate”.
Un momento di dialogo e di confronto tra l’Associazione, il CSM e il Centro diurno che segna una fase di progettazione e, speriamo, di edificazione per permettere ai ragazzi di poter crescere professionalmente e contribuire per la comunità.
Giorgia Gentili
